La sede della Fondazione Horcynus Orca di Capo Peloro, a Messina, ha ospitato per la prima volta un’edizione siciliana de “La Stanza Blu“, un progetto nel segno dell’arte e della creatività condivise a cura di Gabriele Bonavera che in precedenza aveva fatto tappa a Milano. Nella serata di mercoledì 23 aprile 2025, l’evento è stato occasione di scambi di racconti e sorrisi, oltre che culla di arti visive, musica e poesia.
Cos’è “La stanza blu”
Il progetto “La Stanza Blu” nasce a Milano da un’idea dell’artista e designer messinese Gabriele Bonavera, che ha aperto l’evento con l’entusiasmo di chi non vedeva l’ora di portare a casa la propria creatura. Lo Stretto lo ha accolto con un panorama abbastanza limpido, nonostante la giornata piovosa, e gli artisti, nel grande salone della Fondazione Horcynus Orca affacciato sul mare, hanno potuto lavorare, esporre, raccontare e raccontarsi.

“La Stanza Blu – ha spiegato Gabriele Bonavera – è un format artistico che ho immaginato per dare a diversi artisti la possibilità di far conoscere le proprie opere. Non solo mostrandole, ma anche raccontando alla gente tutto quello che c’è dietro e il perché sono state realizzate. L’arte è un valore importante, non solo per chi la fa, ma anche per chi ne fruisce e per il posto in cui viene fatta, soprattutto in luoghi come questo”. Lo Stretto di Messina è stato infatti fonte di ispirazione, ma anche destinatario a cui fare dono della propria arte e delle proprie idee, in quanto terra da valorizzare. “Da artisti, abbiamo la responsabilità della condivisione”.



I partecipanti a Messina
Con Gabriele Bonavera ad esporre e a partecipare al dialogo anche Marcella Cilona, Barbara Buceti, Aniram arts, Alessandra Giacoppo, Grazia D’Arrigo e Stefania Mazzara, ma non solo. “Qui l’arte non è solo visiva ma si declina con tutti i mezzi possibili”, ha specificato infatti l’organizzatore prima di passare il microfono a Fabrizio Muscolino, che ha parlato della sua passione per il jazz prima di iniziare a suonare la sua chitarra. Una musica che ha poi avuto modo di incontrare la poesia per le “Elettrofioriture” con voce e parole di Daniele Mircuda.





















