Una celebrazione dell’arte contemporanea con installazioni fatte di bende e cera d’api, simboli di speranza e riflessioni sulla guerra e la società attuale. Le opere della mostra “Germinale” di Patrizia Bonardi hanno pervaso il foyer del teatro Vittorio Emanuele di Messina lo scorso 17 maggio 2025, con una speciale performance con la partecipazione di alcuni studenti dell’Istituto d’arte La Farina – Basile, e resteranno visibili fino al 15 giugno 2025. Si tratta di una “preghiera laica” per la pace dell’autrice, che inaugura la stagione primaverile di esposizioni a teatro, curata dall’esperta di arti visive Solveig Cogliani. L’esposizione è visitabile dal martedì al sabato dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 18 e la domenica dalle 10 alle 12.30.
Le opere in mostra in “Germinale”
Quasi tutte le opere in mostra in “Germinale” sono fatte di cera d’api su legno e sui bendaggi medici. Tra tutte: una fiber art con garze cucite sulla tela a formare un fiore, simbolo di rinascita e speranza; un’opera creata dalle nasse della pesca private della rete per liberarle dal ruolo di trappole e avvolte nelle garze cerate e “Il gioco negato ai bambini”, rappresentato attraverso una struttura formata du hula hoop avvolti dalle lunghe garze annodate. Ne “La cascata di annodamento collettivo”, invece, la speranza è data da una fonte di acqua pura che, incontrando la cascata di bendaggi, simboleggia una rinascita. Creata nel 2009, “Quasar“, che rappresenta un nucleo galattico di energia, è l’opera meno recente dell’esposizione. Nel frattempo Patrizia Bonardi ha proseguito il suo percorso artistico e continua ad esplorare tematiche sociali e lasciare un seme di speranza in ogni installazione.

Direttrice artistica, presidente e socia dell’associazione Artists.Sociologists e fondatrice dello spazio no-profit di ricerca tra arte contemporanea e sociologia BACS, a Leffe, Patrizia Bonardi ha un passato da consigliera comunale e ha raccontato di aver frequentato l’accademia quando era già adulta e madre di tre figli. “Volevo dare il mio contributo”, spiega. “Vivere, creare, pensare e realizzare è ciò che rende l’artista un essere vivace che, anche di fronte a immani disgrazie, non si rassegna alla passività e vuole dare un contributo di speranza. Io cerco la rielaborazione tramite azioni simboliche e colori che pacifichino”.

“Germinale”: l’inaugurazione al Vittorio Emanuele di Messina
Un vernissage ha inaugurato la mostra “Germinale” alla presenza del Presidente e del sovrintendente dell’Ente Teatro Vittorio Emanuele Orazio Miloro e Gianfranco Scoglio, con la partecipazione della critica ed insegnante d’arte Mariateresa Zagone, che ha scritto il testo critico della mostra e condotto i propri alunni in questa esperienza. Presente anche Maria Pia Piricò, presidentessa di Confagricoltura donna Sicilia e titolare dell’azienda agricola Kibbò che ha offerto una degustazione di miele durante l’evento.
L’esposizione si pone in linea con il percorso espositivo di arte contemporanea avviato nella precedente stagione con l’opera di artisti di rilievo nazionale ed internazionale che secondo il Presidente Orazio Miloro ed il Sovrintendente Gianfranco Scoglio “sono capaci di evidenziare luci e ombre, paure e speranze proprie della nostra contemporaneità, così come negli spettacoli teatrali che caratterizzeranno la stagione ed in particolare Il Colore del sole suggerito dalle tele del Caravaggio”.
“Attraverso ogni forma di cultura, ogni forma di rappresentazione – ha aggiunto Miloro – si può ricevere e arricchire il proprio animo con un messaggio che viene dalla bellezza, dall’arte. La dottoressa Solveig Cogliani ci sta offrendo dei momenti di grande livello artistico ma anche di grande livello umano e di formazione culturale, che è quello che vogliamo lanciare come mission del nostro teatro, coinvolgendo i ragazzi, che non sono solo il futuro della società, sono il presente”.

La performance degli studenti per i bambini di Gaza
L’artista ha voluto aprire la mostra con una toccante performance, durante la quale gli studenti dell’Istituto d’arte La Farina – Basile di Messina hanno avuto un ruolo centrale nella realizzazione di un’opera che resterà in dono al teatro. Patrizia Bonardi ha iniziato recitando la poesia “L’alfabeto degli universi” del giovane poeta palestinese Haidar al-Ghazali che invita a risolvere insieme i problemi del mondo. Una lettura commossa ed emozionante, cui è seguito un altro toccante brano, questa volta interpretato da Mariateresa Zagone e tratto da “Le Troiane” di Euripide, nel punto in cui la regina Ecuba reagisce alla morte del piccolo Astianatte.
I ragazzi hanno preso parte al progetto dando forma a dei lunghi bendaggi, aggiungendo nodi in ricordo di ogni bambino ucciso in Palestina e intrecciando il tutto su alcune pale di fico d’india precedentemente preparate e forate. “Ogni petalo presenta otto fori”, ha spiegato Patrizia Bonardi, dopo aver sistemato le pale a formare un fiore. “I ragazzi hanno creato un proprio disegno. Insieme questi pezzi rappresentano la costellazione di Orione. Di notte il ricordo di questi bambini è nelle stelle”.
“Quello che abbiamo visto – ha spiegato poi Mariateresa Zagone – fa parte dell’arte relazionale, che è una delle poche correnti artistiche del contemporaneo ancora in atto. Patrizia ha una ricerca legata all’aspetto sociologico e all’uomo che non sente più l’intelligenza emotiva di specie, a differenza, ad esempio, delle api, che questa sera sono protagoniste perché tutte le opere sono imbevute di cera d’api. Loro non sono individui, sono una specie. Si sacrificano per il bene collettivo”.



















