Michela Giuffrida
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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.

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Un Vinobus per scoprire i sapori dell’Etna: al via il tour esperienziale tra dodici aziende vitivinicole

Non solo degustazioni: il Vinobus propone un viaggio tra miti, natura e cultura, che punta a valorizzare il territorio etneo nella sua interezza

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Michela Giuffrida
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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.
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Un’esperienza che va oltre la semplice degustazione. Un viaggio – sette ore in tutto – che non è solo scoperta, ma incontro, connessione, valorizzazione. L’Etna WineBus percorre da domenica 25 maggio, giorno del suo viaggio zero con a bordo giornalisti e tour operator, le strade tortuose del versante Sud Est del Vulcano più alto d’Europa. Dopo mesi necessari per mettere a punto ogni dettaglio, stabilire gli itinerari, raccogliere input ed adesioni di aziende vitivinicole o olivicole, il progetto Vinobus, varato dalla Strada del Vino e dei Sapori dell’Etna è ora on the road. E lo sarà ogni mercoledì e domenica, dando la possibilità a turisti e viaggiatori di salire su un bus per apprezzare un paesaggio vulcanico che dal mare sale rapidamente verso ‘a muntagna, visitare due cantine, degustare vini e prodotti tipici. 

Il percorso del Vinobus

Il tour dell’Etna WineBus esula dalla tradizionale escursione turistica e punta dritto all’enoturista, proponendo una esperienza slow in un contesto tanto richiesto quanto ancora poco valorizzato per trasformare il vino in un racconto che si vive, si assapora e si porta con sé.

Lo start del Vinobus è nel centro storico di Catania, in piazza Stesicoro, ma prima di partire alla volta di Acitrezza, ci sono due ulteriori fermate di raccolta, in piazza Scammacca e alla Stazione Centrale, proprio davanti all’uscita della metropolitana. Comincia il tour e, costeggiando il lungomare di Catania, si arriva presto nel borgo dei Malavoglia, scenario del capolavoro di Giovanni Verga, per la prima sosta che consente di ammirare l’imponente splendore dei Faraglioni, pilastri naturali di lava vecchi mezzo milione di anni, descritti nell’Odissea di Omero come i massi scagliati in mare dal ciclope Polifemo nel tentativo di colpire Ulisse.

Leggenda e Mito, curiosità e note storiche, la narrazione della guida – che accompagna tutti i tour – è preziosa per chi non conosce il territorio e la possibilità di avere un cicerone che, durante il viaggio, indica muretti a secco e cespugli di ginestra, vecchie colate laviche e deliziosi altarini, è apprezzata da tutti i viaggiatori. 

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Le fermate tra le cantine

Le cantine dell’Etna – dichiarato patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2013 – negli ultimi anni hanno fatto del turismo del vino, in costante ascesa a dispetto della flessione che invece registrano le vendite sui mercati internazionali, la loro leva strategica. Molte delle aziende disseminate sui fianchi del Vulcano hanno vita centenaria come le viti che coltivano, altre sono invece giovani e gestite da giovani. Tutte puntano all’enoturismo, rinforzando una offerta che è già ricca e che non si ferma alla degustazione dei vini prodotti. Così, ad esempio, la visita all’Azienda Scudero di San Giovanni Montebello è una full immersion nel mondo dell’antica civiltà contadina, grazie al piccolo museo allestito nel vecchio palmento che guarda dall’alto, in una suggestiva prospettiva “a sfioro”, i tetti di Giarre e il Porto di Riposto

Lasciati i filari, inconsueti, di Sauvignon e quelli, più familiari a queste latitudini, di Nerello Mascalese, il Vinobus punta alla seconda tappa. Che è quella che non ti aspetti quando, varcato il cancello monumentale del Parco Paternò del Toscano, a Sant’Agata Li Battiati, il paesaggio urbano lascia posto a un bosco tropicale. Un paesaggio unico, per armonia estetica ed interesse botanico che si estende per quattro ettari su una colata lavica del 1400. Visitare il Parco è immergersi tra specie autoctone e piante tropicali, cactus altissimi e una ventina di varietà di palme, querce e distese di piante aromatiche, nell’alternarsi di piccole cascate e campi di fiori selvatici. Un giardino storico, creato negli anni 60 da Ettore Paternò del Toscano, che è un’oasi silenziosa e verde dove trascorrere anche una intera giornata. È qui che la Strada del Vino propone la seconda degustazione, che svela al palato la selezione di vini di Barone Beneventano che a Milo produce un Etna Rosso e un Etna Bianco impossibili da dimenticare.

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Dodici le aziende produttrici che hanno aderito al progetto Vinobus e che, a rotazione, accoglieranno i visitatori del tour. “Non solo vino – sottolinea Gina Russo, presidente della Strada del Vino – il nostro obiettivo è valorizzare anche altre realtà produttive dell’Etna. Partner del progetto è anche il consorzio DOP Monte Etna e presto nuove strutture alberghiere e operatori del turismo saranno coinvolte”. 

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