A pochi mesi dall’uscita nelle librerie, il tour de “La recita di Natale” di Claudia Cocuzza prosegue. Tra le tappe anche quella a Messina, per un incontro al Mondadori Bookstore nell’ambito del Maggio dei libri, con Eliana Camaioni, scrittrice messinese a capo di Messina Scrive con cui condivide amore per il genere giallo e spirito di iniziativa e di comunità. Il romanzo (seppure sia leggibile a sé) è il sequel di quello d’esordio della scrittrice, “La partita di Monopoli”, che ha vinto il Premio Garfagnana in Giallo 2022.
“La recita di Natale”: l’ambientazione e la comunità nel noir mediterraneo
Nella trama del romanzo “La recita di Natale” tornano quindi i personaggi del maresciallo Stefania Barbagallo e di Clara, sua amica fidata, che – come la scrittrice Claudia Cocuzza – svolge la professione di farmacista e attraverso questo ruolo impara a conoscere a fondo l’intera comunità di Castellace, paesino in cui entrambi i romanzi sono ambientati. Di lei, l’autrice racconta: “È un po’ un’investigatrice anche lei, perché noi farmacisti sentiamo tantissime chiacchiere. Io sono convinta che se capitasse un crimine a Calatabiano (dove vive, in provincia di Catania ndr) lo potrei risolvere”.
La comunità ha un ruolo fondamentale nella trama, tanto che l’autrice parla di un vero e proprio romanzo corale. La Sicilia, terra di origine dell’autrice, si fa sentire nella descrizione delle persone, ma in generale nella sua penna di ispirazione pirallendiana. “La parola recita – ha fatto notare Eliana Camaioni, che ha partecipato alla presentazione – ricorda la parola maschera e al contempo questo romanzo parla tanto di come ciascuno di noi può essere uno, nessuno e centomila”.
La trama del romanzo “La recita di Natale” di Claudia Cocuzza
Le vicende raccontate in “La recita di Natale” prendono il via proprio con un mistero da risolvere: quello della scomparsa del piccolo Lorenzo di appena qualche mese. La recita di Natale che dà il titolo al romanzo è invece quella della figlia di Stefania, uno scorcio di normalità e vita quotidiana che viene improvvisamente scossa dal crimine. “Nell’immaginario collettivo – ha sottolineato ancora Eliana Camaioni – la recita di Natale è qualcosa di rassicurante perché riguarda i bambini e il Natale, che è un momento di grande raccoglimento”. Elementi in forte contrasto con l’angoscia e la tensione provocate dalla scomparsa del bambino.
Era stato così anche con il gioco del monopoli e l’omicidio dell’ereditiera Rosa nel precedente capitolo. “Il focus – ha spiegato Claudia Cocuzza – è sempre quello, c’è qualcosa di rassicurante come un gioco da tavola o una recita, a sottolineare che anche nelle realtà piccole, rassicuranti e familiari come può essere Castellace, o Calatabiano, può nascondersi il male. È quello che raccontiamo nel noir mediterraneo”.
La famiglia resta tra i temi principali del romanzo, sia attraverso l’analisi di quella del bambino, necessaria per capire il movente del rapimento, sia attraverso le vicende personali della protagonista Stefania. “Il lettore vuole conoscere la persona. L’investigatore è una persona, non finisce la sua giornata all’interno della caserma. Il tema della famiglia poi è un gioco di specchi. Stefania analizza questa famiglia che ai suoi occhi era perfetta, la vede sgretolarsi di fronte a un dolore così grande e man mano capisce quello che si nasconde dietro la facciata di perfezione e di conseguenza riflette sulla propria famiglia”, ha sottolineato ancora la scrittrice.
A complicare ulteriormente le cose, poi, arriva anche un secondo investigatore: l’arrogante e fascinoso Marco Tramontana, che completa un quadro fatto di personaggi studiati, da scoprire. Per Eliana Camaioni “questo è un romanzo che ha protagoniste femminili complesse che non sono supereroine e che si svelano man mano; gli uomini all’inizio possono sembrare quasi cliché, ma riservano grandi sorprese”.
Chi è Claudia Cocuzza: le iniziative, il senso di comunità e l’antologia 365
Oltre ad essere una scrittrice apprezzata, tanto da essere stata finalista al Premio Tedeschi, la siciliana Claudia Cocuzza è anche segretaria del Termini Book Festival e caporedattrice della rivista tecnica letteraria Writers Magazine Italia.
Per Delos digital ha inoltre curato con Marika Campeti l’antologia “365”, raccolta di 365 brevi racconti gialli o noir di una pagina che ha coinvolto una ventina di scrittori. Un’opera che, tra l’altro, verrà presto presentata al Festival del libro di Napoli con una messa in scena particolare e la realizzazione di una storia inedita formata prendendo una frase da ogni racconto. “La 365 nasce per chi non ha tempo di leggere, in modo che un racconto possa essere letto in una sera e che il libro possa accompagnare il lettore per tutto l’anno”, ha spiegato sabato Cocuzza, prima di anticipare l’imminente realizzazione di un seguito.
Nel corso dell’incontro a Messina la scrittrice ha promesso un ritorno anche a Castellace, che vedrà la conclusione delle vicende personali delle protagoniste. Il tutto, però, non prima del 2026, quando Claudia Cocuzza ha già in programma l’uscita di un libro diverso, un giallo storico edito da Giallo Mondadori.























