Tra documentari intimi e grandi ospiti internazionali, la 19ª edizione del festival eoliano ha celebrato il reale con sguardo poetico e politico. Premi a Oliver Stone, Jeremy Irons, Lunetta Savino e tante nuove voci del cinema del reale.
Un festival nel cuore dell’estate
Per la prima volta nella sua storia, il SalinaDocFest si è svolto in piena estate, dal 15 al 20 luglio, trasformando l’isola di Salina in un crocevia di storie, immagini e riflessioni. Con la direzione artistica di Giovanna Taviani e la presidenza di Giulia Giuffré, la XIX edizione ha portato sull’isola eoliana il meglio del documentario narrativo internazionale. Un festival che da sempre si distingue per la capacità di intrecciare visioni personali e sguardi collettivi, promuovendo il cinema d’autore come strumento di indagine e resistenza culturale.
I vincitori del concorso ufficiale
Sotto il tema “Nuove Parole / Nuove Immagini”, sei documentari in concorso hanno offerto uno spaccato profondo del nostro tempo. A valutarli, una giuria di spessore composta da Luciana Capretti, Maricetta Lombardo e Daniele Ciprì, che ha premiato opere capaci di emozionare con rigore e forza narrativa.
Miglior Documentario – No More Trouble di Tommaso Romanelli
Il Premio Palumbo Editore è andato a No More Trouble, opera prima di Tommaso Romanelli. Il film affronta la perdita di un padre scomparso in mare nel 1998 e il tentativo del figlio di colmare quell’assenza attraverso immagini, parole e testimonianze. Un racconto che unisce il privato e il collettivo, senza mai cedere alla retorica. La giuria ha lodato la delicatezza, l’essenzialità e l’equilibrio con cui il regista ha saputo restituire una ricerca esistenziale e affettiva, toccando corde profonde anche per chi non ha familiarità con il mondo della vela.
Miglior Montaggio – Fratelli di culla di Alessandro Piva
Il Premio MediaFenix per il Miglior Montaggio è stato assegnato a Fratelli di culla di Alessandro Piva. Il documentario ripercorre la storia del brefotrofio di Bari, simbolo di una cultura patriarcale che ha punito per decenni le ragazze madri. Grazie a un lavoro di ricerca e di montaggio che intreccia immagini d’archivio e testimonianze, il film ricostruisce una pagina dimenticata della nostra storia con lucidità e partecipazione.
Menzione Speciale – Tineret di Nicolò Ballante
Opera prima luminosa e sincera, Tineret ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria. Il film racconta l’esperienza di un’immigrazione non criminale, fatta di fatica, studio, musica e dignità. Una narrazione lontana dagli stereotipi che restituisce voce e umanità a chi vive ai margini, tra rispetto delle leggi e amore familiare.
Premio del Pubblico – L’occhio della Gallina di Antonietta De Lillo
Il Premio Signum del Pubblico è andato a L’occhio della Gallina di Antonietta De Lillo, un’opera che ha saputo toccare corde profonde tra ironia e lotta, conquistando il cuore degli spettatori.




Premi speciali e ospiti d’eccezione
Come da tradizione, il SalinaDocFest ha celebrato anche figure di spicco della scena culturale, cinematografica e letteraria, italiane e internazionali. Il red carpet eoliano ha accolto premi Oscar, grandi attrici, registi e scrittori impegnati.
Premi Internazionali
Il regista premio Oscar Oliver Stone ha ricevuto il Premio Gruppo Arena 2025 e ha introdotto il suo film Salvador, riaccendendo i riflettori su un cinema politico e scomodo. L’attore britannico Jeremy Irons ha ritirato il Premio Irritec 2025, mentre Sinéad Cusack è stata insignita del Premio Lady Wilmar per la sua carriera teatrale e cinematografica.
Premi Nazionali
Il Premio Pistì è andato a Lunetta Savino, volto amatissimo del cinema e della TV italiana. Agostino Ferrente ha ricevuto il Premio Howden Assimovie per il suo lavoro sul rapporto tra cinema e musica, mentre Ascanio Celestini ha ritirato il Premio Ravesi – Dal testo allo schermo, per la sua capacità di far dialogare teatro, scrittura e cinema. Infine, il Premio Nuove Parole / Nuove Immagini è stato assegnato alla scrittrice Lidia Ravera, da sempre attenta alle trasformazioni sociali e culturali.
Un’edizione tra memoria, lotta e immaginazione
I sei documentari in concorso hanno offerto un quadro composito ma coerente del nostro presente, attraversato da una realtà ostile che spinge a cercare rifugio o riscatto. C’è chi si rifugia nella musica (Tineret), chi nel virtuale (Real di Adele Tulli), chi nella lotta (L’occhio della Gallina), e chi si confronta con la memoria, come in No More Trouble o Il cassetto segreto di Costanza Quatriglio. Un mosaico di voci che coniuga poesia e impegno, in cerca di senso e resistenza.
SalinaDocFest: un progetto culturale per l’isola
Il SalinaDocFest è molto più di un festival. È un progetto culturale radicato nell’identità dell’isola, promotore di un turismo sostenibile e rispettoso delle radici. L’edizione 2025 si è chiusa con un concerto travolgente dei Patagarri, che hanno fatto ballare l’intera piazza. Ma soprattutto ha lanciato il Manifesto Il Cinema come Mestiere dell’Immaginario, una dichiarazione d’intenti che ribadisce il ruolo del documentario come forma viva e necessaria per raccontare il nostro tempo.





















