Il 18-19 agosto, a Campobello di Licata si realizzerà Questa è la mia terra e io la difendo, festival che ospiterà gente da tutta la Sicilia per discutere e progettare il futuro della Sicilia, con l’obiettivo di ideare un’Isola in cui possa essere possibile rimanere e costruire delle realità di sviluppo e di attrattività economica. La kermesse, giunta alla terza edizione, quest’anno dedicherà entrambi i giorni alla discussione e al confronto. A parlare del progetto ai microfoni di Be Sicily Mag è stato Carmelo Traina, organizzatore di Questa è la mia terra e tra i responsabili del Centro Giuseppe Catì.
Questa è la mia terra: dal festival al centro studi
“La storia del nostro progetto nasce da Giuseppe Gatì, un nostro compaesano che, al contrario di tanti ragazzi della nostra generazione, decise di rimanere a Campobello, intraprendendo la strada della pastorizia come il padre. La sua era una missione molto chiara: io rimango e metto qui le mie radici. Giuseppe ha raccontato la sua esperienza attraverso un blog, chiamato proprio Questa è la mia terra e io la difendo, continuando con la sua missione, che però venne fermata da un tragico incidente che ha portato alla morte di Giuseppe a soli 22 anni” – racconta Carmelo, commosso dal ricordo dell’amico scomparso prematuramente.
“Dopo questa tragica esperienza, abbiamo deciso di riprendere la missione di Giuseppe e di costituire un gruppo per portare avanti i suoi obiettivi- continua Traina -. Nasce così nel 2023 il Festival Questa è la mia terra e io la difendo, in onore del compianto amico. La prima edizione è stata un successo, il festival nella prima giornata di progettazione ha accolto un grande pubblico di siciliani vogliosi di cambiare le cose, mentre la seconda ha visto diversi artisti siciliani esibirsi nella piazza del nostro paese. Proprio durante la prima edizione del Festival è nato il Centro Studi Giuseppe Gatì, con cui cerchiamo di analizzare la situazione della Sicilia e le possibili soluzioni per far rimanere i siciliani”.

Il Centro Studi con il tempo ha portato avanti delle analisi, facendo uscire un report sugli studenti della provincia di Agrigento, intervistando 1363 studenti, così da capire le loro intenzioni: rimanere in Sicilia o emigrare. Nel corso del tempo, l’iniziativa ha raccolto un grande successo mediatico, suscitando anche l’interesse della politica. Nel parlamento italiano, infatti, a luglio del 2024 è nato un intergruppo che tenterà nel tempo di trasformare i dati forniti dal Centro Studi Giuseppe Gatì in proposte di legge per il diritto a restare in Sicilia, ma in generale al Sud Italia.
Quest’anno il festival sarà realizzato il 18-19 agosto, con un cambio di format: le giornate di progettazione saranno due. “Quest’anno abbiamo deciso di buttarci a capofitto sulla creazione di una rete che possa unire tutte le realtà siciliane che si occupano del diritto a restare”, spiega Carmelo, “Per questa terza edizione rinunceremo alla giornata dedicata agli spettacoli e ai concerti per dare spazio alla progettazione, mettendo tutte le forze per ospitare al meglio i ragazzi e le ragazze che vogliono unirsi in una rete sociale che possa dare soluzioni per migliorare la nostra terra e dare la possibilità a chi vuole di rimanere”
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito di Questa è la mia terra



















