Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Boom di nidi di tartaruga marina in Sicilia: 200 siti protetti in due mesi, è record

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In Sicilia è record di nidificazioni per la tartaruga Caretta caretta: 200 nidi censiti e messi in sicurezza in appena due mesi. A comunicarlo è il WWF Italia, che coordina attraverso il suo network nazionale un grande lavoro di monitoraggio, tutela e sensibilizzazione. La provincia con il maggior numero di nidi è Siracusa, con 83 siti protetti, seguita da Ragusa (47) e Agrigento (41). Un dato straordinario che rende l’Isola un punto nevralgico per la riproduzione di questa specie minacciata.

La prima schiusa dell’anno è avvenuta sulla spiaggia di Fontanebianche, a Siracusa, proprio nel lido di un albergo. A seguire l’evento, l’operatore Giuseppe Di Rosa, che – in una coincidenza suggestiva – si era appena laureato in Biologia quella stessa mattina. Di Rosa aveva già individuato altri due nidi e si era occupato del trasloco di uno di essi, una procedura necessaria quando la deposizione avviene troppo vicino alla battigia, esponendo le uova al rischio di mareggiate.

Risultati importanti si registrano anche in Calabria, dove il WWF segue circa 50 nidi, e lungo l’arco ionico tra Puglia e Basilicata, con 15 siti protetti. L’intera fascia costiera del Sud Italia si conferma così un habitat sempre più strategico per la sopravvivenza della Caretta caretta, specie simbolo del Mediterraneo. Il record siciliano, tuttavia, rappresenta un segnale particolarmente incoraggiante: la tutela funziona, la sensibilizzazione cresce, e il mare – se protetto – può ancora raccontare storie di rinascita.

Aree protette decisive per la riproduzione

Particolare successo è stato registrato nella Riserva e Oasi WWF di Torre Salsa, a Siculiana, in provincia di Agrigento, dove sono stati individuati ben 9 nidi. Un risultato che conferma il valore delle aree naturali protette per la conservazione della biodiversità marina.

L’impegno dei volontari è stato fondamentale. “Un grazie al lavoro di tutte le associazioni – ha dichiarato Oleana Prato, coordinatrice del Progetto tartarughe marine WWF in Sicilia – questi numeri straordinari sono il frutto del contributo instancabile di volontari e associazioni locali”. A sottolinearlo anche Laura Pintore, Marine Life Expert del WWF Italia: “Il numero crescente di segnalazioni è dovuto a una maggiore sensibilità da parte di turisti, operatori balneari e cittadini. Ma anche al fatto che le tartarughe stanno estendendo il proprio areale di nidificazione verso nuove aree”.

Secondo il WWF, si assiste a una progressiva espansione dei siti di nidificazione verso zone mai interessate prima, non solo in Sicilia dunque ma anche in Toscana e persino in Liguria. Un fenomeno che potrebbe essere legato agli effetti del cambiamento climatico o all’eccessiva urbanizzazione di alcune coste mediterranee. “Le tartarughe fanno quello che fanno da milioni di anni: si adattano”, sottolinea ancora Pintore.

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Leggi anche:  Primi passi verso il mare: a Messina tornano a nascere le tartarughe Caretta Caretta

Un impegno europeo per la biodiversità marina

In questo contesto si inserisce anche il progetto Life Adapts, cofinanziato dall’Unione Europea e di cui il WWF è partner insieme ad altri sei enti di Italia, Grecia e Cipro, con il coordinamento dell’Università di Pisa. L’obiettivo è sviluppare strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per proteggere specie vulnerabili come le tartarughe marine e le foche monache. Il progetto prevede l’uso di tecnologie avanzate – come il DNA ambientale (eDNA), droni, fototrappole e telemetria satellitare – e promuove il coinvolgimento attivo delle comunità locali.

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