La stagione della nidificazione delle tartarughe marine in Sicilia registra un rallentamento rispetto agli anni passati, ma c’è un territorio che continua a distinguersi: la provincia di Siracusa. Con circa la metà dei nidi censiti sull’Isola, il territorio siracusano si conferma anche quest’anno uno dei principali punti di riferimento per la riproduzione della Caretta Caretta nel Mediterraneo.
L’ultima segnalazione arriva dalla spiaggia di Carratois, nel territorio di Pachino, dove i volontari del Progetto Tartarughe del Wwf hanno individuato un nuovo nido. Un avvistamento che si aggiunge ai numerosi monitoraggi portati avanti lungo le coste siracusane dalla squadra coordinata dalla biologa marina Oleana Prato, impegnata ogni giorno nella ricerca delle tracce lasciate dalle tartarughe e nella tutela dei siti di deposizione.
Siracusa guida la classifica regionale
Secondo i dati aggiornati, in Sicilia sono stati censiti finora circa 110 nidi di Caretta Caretta. Di questi, 52 si trovano nella provincia di Siracusa: un numero che mantiene il territorio al vertice della classifica regionale, nonostante il calo generale registrato sull’intera Isola. Un dato ancora provvisorio, perché la stagione riproduttiva non si è conclusa. Le tartarughe potrebbero infatti continuare a scegliere le spiagge siciliane per deporre le proprie uova anche nelle prossime settimane, con possibili nuovi ritrovamenti fino all’inizio di settembre.
“Le deposizioni possono proseguire ancora per diverse settimane – spiega Oleana Prato – e ogni nuova segnalazione può modificare il quadro complessivo della stagione”.
Lo scorso anno la Sicilia aveva raggiunto numeri record, con circa 300 nidi complessivi, di cui 100 solo nel Siracusano. Un andamento che aveva confermato il ruolo dell’Isola come una delle aree più importanti d’Italia per la nidificazione della specie.
L’impatto del ciclone Harry sulle spiagge
A incidere sulla stagione attuale sono anche le trasformazioni subite dagli arenili negli ultimi mesi. Il passaggio del ciclone Harry ha infatti modificato diversi tratti costieri, già interessati da fenomeni di erosione e da una crescente fragilità ambientale.
“Il ciclone ha arrecato non pochi danni alle coste, spesso già in condizioni precarie a causa dell’erosione antropica – racconta Oleana Prato –. Ha cambiato anche i fondali, modificando l’impatto delle onde sulla spiaggia. Il vero effetto lo vedremo però con le prime mareggiate estive, sperando che non si verifichino, perché diversi nidi potrebbero essere messi in pericolo”.
Il lavoro dei volontari diventa quindi fondamentale per proteggere le aree di deposizione e garantire che la fase successiva, quella della schiusa, possa avvenire nel modo più sicuro possibile. Ogni traccia sulla sabbia può rappresentare infatti il passaggio di una tartaruga pronta a lasciare un nuovo segno della presenza della Caretta Caretta lungo le coste siciliane.





















