C’è un vino siciliano che porta nel nome l’eco di Bordeaux e nel calice tutta la forza del Mediterraneo: è il Burdese Planeta 2020, rosso intenso e complesso che nasce sulle colline di Menfi e Sambuca di Sicilia. Un vino che racconta la sfida – e il trionfo – di un territorio capace di dialogare con i grandi tagli internazionali, senza mai perdere la propria identità solare e autentica.
Il vino in poche parole
Potente, strutturato, balsamico e speziato: il Burdese è l’espressione siciliana del classico taglio bordolese. Un rosso che non scende a compromessi, pensato per chi cerca densità, eleganza e un sorso che resta impresso nella memoria.
Scheda tecnica
- Denominazione: Sicilia Menfi DOC
- Uve: Cabernet Sauvignon 70%, Cabernet Franc 30%
- Zona di produzione: Menfi e Sambuca di Sicilia (terreni limoso-calcarei e argillosi)
- Affinamento: 14-16 mesi in barrique nuove di rovere francese di Allier
- Gradazione alcolica: circa 14%
- Temperatura di servizio: 18-20°C (consigliata l’ossigenazione per almeno un paio d’ore)

Carattere e proprietà organolettiche
Il colore è un rosso rubino profondo, fitto e impenetrabile. Al naso, si apre con frutti neri maturi – ribes, mirtillo, amarena – per poi allargarsi su note di rosmarino, cuoio, tabacco, cacao e spezie scure, con un tocco iodato che richiama il mare siciliano.
In bocca è potente e avvolgente: i tannini sono fitti ma levigati, l’acidità dona freschezza e il finale, lungo e balsamico, lascia dietro di sé un ricordo speziato.
Cosa ci mangi con un vino così?
Il Burdese è compagno ideale di carni rosse e cacciagione: filetto al pepe nero, brasati, grigliate importanti, selvaggina e formaggi stagionati. Ma sorprende anche con piatti di terra intensi: un risotto ai funghi, uno spezzatino profumato alle erbe o un piatto di salumi robusti.
Fuori dagli schemi? Provatelo con una pizza gourmet al ragù di cinghiale o con un cioccolato extra fondente al 90%: scoprirete un lato nuovo del vino.
Piatto siciliano in abbinamento
Un vino così chiama una ricetta che non abbia paura di affrontarlo: la lepre al sugo alla siciliana. La carne scura e selvaggia, cotta lentamente con pomodoro, cipolla, alloro e un filo d’olio buono, trova nel Burdese un alleato perfetto. I tannini del vino domano la succulenza del piatto, mentre la sua freschezza balsamica ne esalta la profondità.
La storia che racconta
“Burdese” in dialetto significa proprio “bordolese”: un nome che dichiara l’ambizione di Planeta di creare in Sicilia un rosso capace di confrontarsi con i giganti francesi. Non un’imitazione, ma un’interpretazione mediterranea: calda, luminosa, con un respiro marino che rende unico il vino e lo lega indissolubilmente alla sua terra.
Perché vale la pena provarlo
Perché il Burdese non è solo un vino: è un’esperienza. È la dimostrazione che la Sicilia sa parlare il linguaggio internazionale del vino con accento forte e inconfondibile. Un sorso che viaggia da Bordeaux a Menfi e ritorno, lasciando al centro sempre la Sicilia.




















