Settembre. Suona la prima campanella dell’anno, si rivedono i professori e i corridoi si riempiono di studenti che forse pensano di essere ancora al mare. Perché sì, nonostante l’autunno sia alle porte, in Sicilia il caldo sembra ignorare ogni calendario. Fare lezione in aule cocenti è difficile, e qualcuno potrebbe pensare che scoprirsi possa essere d’aiuto. Ogni studente dovrà portare in aula non solo libri e quaderni, ma anche un cambio di stile.
Tra canottiere succinte e scarpe aperte, si corre il rischio che la scuola possa trasformarsi in spiaggia, con sacche da mare al posto degli zaini e bagnini al posto dei professori. Insomma, nonostante il richiamo dell’estate sia ancora forte, il cambio di passo ci mette davanti alla dura realtà: le aule non sono stabilimenti balneari.
Le uniformi obbligatorie che ritornano a Messina
È di pochi giorni fa la notizia che un istituto comprensivo di Messina, il Mazzini-Gallo, da quest’anno introdurrà l’utilizzo di uniformi obbligatorie. Una decisione che ha acceso polemiche e suscitato le critiche di diversi genitori: da un lato il consiglio d’istituto difende la propria posizione, dall’altro c’è chi parla di militarismo.
In Italia, non esiste un vero e proprio codice dell’abbigliamento valido per tutte le scuole. Ogni istituto stabilisce, infatti, il proprio dress code all’interno del regolamento, che più che imporre divieti serve a orientare gli studenti sui valori del decoro e del rispetto dell’ambiente scolastico. Già, perché se in altri paesi ci pensa la divisa a evitare imbarazzi, qui tocca ai ragazzi distinguere da soli cosa è consono indossare.
I precedenti tentativi
Negli anni non sono comunque mancati i tentativi di introdurre l’obbligo della divisa anche nelle scuole italiane. Nel 2008 l’allora ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini provò a rendere obbligatorio il grembiule nella scuola primaria, ma senza successo.
Il grembiule non piace a tutti, come dimostrato dalla scuola primaria Rita Borsellino di Palermo. Qui il regolamento ne prevedeva l’uso, ma lo scorso febbraio la preside ha indetto un referendum dopo che due classi quarte avevano chiesto di liberarsene perché ritenuto scomodo. A votare quasi 400 bambini: l’esito è che il grembiule verrà indossato “solo quando serve”.

La questione della divisa è ancora più ostica. Se il grembiule può essere indossato dai bambini sopra agli abiti comuni, diverso è il caso di vere e proprie uniformi. Tra opinioni contrastanti, una certezza, però, rimane: con la divisa i ragazzi non sarebbero più indecisi su cosa indossare per andare a scuola. Anche perché, tra caldo e voglia di seguire le mode, questo compito diventa quasi più difficile dell’esame di maturità.
I capi vietati (dal regolamento e dal buonsenso)
Il principale consiglio è quello di leggere scrupolosamente, prima dell’inizio dell’anno, il regolamento interno del proprio istituto. Il documento in genere viene diffuso attraverso una circolare oppure pubblicato sui canali ufficiali della scuola. Se ciò non dovesse accadere, informarsi con la segreteria o con i propri professori può essere una saggia idea.
Secondo un’indagine di Skuola.net pubblicata nel 2023, ben otto studenti su dieci rivelano di dovere sottostare a indicazioni ben precise sull’abbigliamento. Fino a quell’anno, solo una scuola su quattro aveva tuttavia un regolamento scritto, lasciando piuttosto le indicazioni a comunicazioni non ufficiali. Adesso la sensazione è che invece ci sia maggiore formalità in merito.
Indipendentemente dalle modalità di trasmissione delle regole, i divieti più comuni riguardano in genere canottiere e maglie attillate, short, minigonne e bermuda, nonché le infradito. Nel caso delle calzature, non si tratta soltanto di decoro, ma anche di sicurezza: il rischio di scivolare in corridoio infatti può essere elevato.
Come vestirsi a scuola per stare freschi
Se da un lato dunque gli outfit che lasciano braccia e gambe scoperte sono spesso vietati, dall’altro esistono comunque dei trucchetti per stare freschi in aula nei mesi più caldi. A dirlo è la scienza. La termodinamica insegna che il nero assorbe luce, dandoci una maggiore sensazione di calore. I vestiti troppo scuri, dunque, dovrebbero essere banditi. È meglio preferire il bianco o altri colori chiari. In particolare, un team di ricercatori giapponesi lo scorso anno ha scoperto attraverso una ricerca che i colori che ci permettono di stare più freschi sono il giallo, il grigio e il rosso.
Anche i vestiti attillati, potrebbero non rivelarsi troppo comodi, provocando una maggiore sudorazione, soprattutto nel caso in cui siano fatti con tessuti non traspiranti. È meglio dunque preferire dei pantaloni larghi e leggeri, magari in lino o cotone, ai tradizionali jeans.

Accessori sotto esame
E gli accessori? Qui, interviene il galateo, che ovviamente non vale soltanto per le aule scolastiche, ma in generale per gli ambienti chiusi. I cappelli, indipendentemente dalla loro forma, andrebbero tolti, così come gli occhiali da sole.



















