Mariachiara Accardi
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Studentessa presso l’Università degli studi di Palermo. Curiosa, amante della scrittura e delle idee che smuovono. Mi appassionano l’attualità, la politica e l’arte, mondi diversi che intreccio con entusiasmo e spirito critico. Credo non si debba mai smettere di imparare, osservare e cercare.

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A Mondello risuonano le voci delle vittime di mafia col concerto “A nome loro”

Mondello si trasforma in un palcoscenico di legalità, unendo voci e musica contro ogni forma di indifferenza. Tra note, parole e ricordi, la terza edizione della maratona musicale rinnova la lotta alla mafia

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Non esiste una combinazione perfetta per fare memoria affrontando temi come quello della mafia, ma l’unione tra musica e parole ci si avvicina molto. La maratona musicale “A nome loro – Musiche e voci per le vittime di mafia”, giunta alla sua terza edizione, sul lungomare di Mondello, a Palermo, ne è la prova. La prima serata di sabato 6 settembre ha visto alternarsi sul palco le performance degli artisti ospiti, molti dei quali legati al territorio per natalità, alle testimonianze dirette dei familiari delle vittime di mafia: Giovanni Impastato, fratello di Peppino; Nino Morana, nipote di Nino Agostino. Al loro fianco le associazioni come Addiopizzo. Presenti anche figure istituzionali come il vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulé e l’ex presidente del Senato Pietro Grasso, che la mafia l’hanno combattuta in prima linea.

“La musica può essere uno strumento utile per parlare di mafia, come ogni mezzo di comunicazione”, ha detto Pietro Grasso. “La legalità è una scelta che ognuno di noi deve fare nel proprio piccolo, perché, come diceva Falcone, nella vita si deve fare il proprio dovere costi quel che costi: questa è l’essenza della dignità umana”.

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Pietro Grasso con l’accendino di Giovanni Falcone –foto di Enrico Guida–

Dalla nascita del progetto alla terza edizione

Dopo il successo delle prime due edizioni a Selinunte, che insieme avevano raccolto oltre 16.000 presenze e un milione di spettatori collegati in diretta, anche Mondello ha confermato la forza dell’iniziativa ideata dalla direttrice artistica, la pianista e compositrice Sade Mangiaracina.

Nata dopo l’arresto del boss latitante Messina Denaro, l’iniziativa si basa sulla volontà di ridare respiro a un territorio a lungo oppresso dal dominio criminale. Lo scopo è chiaro e condiviso: unirsi insieme per promuovere la cultura della legalità e contribuire alla creazione di una coscienza collettiva contro ingiustizie e indifferenza. Gli artisti lo hanno ricordato più volte nei loro interventi sul palco e il pubblico lo ha ribadito con una partecipazione sentita.

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Il pubblico

“Vorrei che questo territorio fosse associato alla bellezza di cui è pregno, ai giovani che si riappropriano di parole perdute come libertà e giustizia, all’onestà delle persone che lo abitano”, ha detto la direttrice artistica Mangiaracina.

Le esibizioni durante il concerto “A nome loro”

La scaletta della prima serata di “A nome loro”, inserito nella manifestazione “Ciavuri e Sapuri” organizzata da CNA Palermo e Innova Service, è stata fittissima. Sul palco, al fianco dalla conduttrice e giornalista Stefania Renda, si sono esibiti artisti di rilievo come Ditonellapiaga, Davide Shorty, Giulia Mei, Dario Aita, Roberto Lipari e tanti altri, tra cui anche giovani emergenti selezionati tramite il contest Futures, come Nóe, La Ragione Giusta e Vito. Un evento definito “un’occasione per costruire unione in una comunità frammentata” che ha ricordato anche i tragici avvenimenti a Gaza.

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Ditonellapiaga

Il successo della serata si misura anche nella volontà degli artisti di farsi parte attiva nella lotta alla mafia. Le loro parole hanno ricordato che, accanto alla politica collusa e alle logiche clientelari, esiste una Sicilia che reagisce, opponendosi con la cultura e con la memoria. A sottolinearlo, l’urlo contro la mafia di Giulia Mei durante la sua Bandiera, il monologo pungente di Roberto Lipari, la recitazione di un brano di Riccardo Lanzarone da parte di Dario Aita.

Leggi anche:  Da Castelvetrano a Palermo: la Maratona Musicale Antimafia 2025 cambia data e location

Le testimonianze dei familiari delle vittime di mafia

Non solo musica sul palco, ma anche il forte grido di speranza dei familiari delle vittime di mafia, che portano sulle spalle il peso di diffondere e far circolare la verità: unica arma contro l’oscurantismo a cui siamo sottoposti, con media che spesso tendono a offrire una narrazione più conveniente ma poco veritiera dei fatti.

“Con la mia presenza do voce a mio zio, Nino Agostino. Un giovane e valoroso poliziotto ucciso dalla mafia, anche per le sue attività di intelligence, che aveva un amore smisurato per la sua terra”, ha raccontato Nino Morana. “Gli anni passano, ma bisogna parlare di un’eredità morale. La mia generazione desidera giustizia: non deleghiamo le nostre battaglie, scendiamo in piazza per chiedere una politica autenticamente contro la mafia. Lottiamo per i nostri diritti, perché le mafie prosperano dove mancano i diritti, e noi vogliamo costruire alternative di giustizia. Essere qui è un monito della nostra lotta”.

Un’eredità che trova voce anche nelle parole di Giovanni Impastato: “Con Musica e Cultura abbiamo dato continuità alle lotte politiche, civili e sociali grazie alle nostre testimonianze e al lavoro cominciato da Peppino. Abbiamo scelto di comunicare con la musica, invitando il meglio della scena alternativa italiana, da Carmen Consoli a Roy Paci, e premiando personalità come Don Andrea Gallo, Ascanio Celestini, Mimmo Lucano, che hanno saputo tracciare traiettorie di impegno e riflessione sociale. Oggi più che mai è fondamentale dare seguito agli ideali di Peppino, che lottava non solo contro la mafia e la corruzione, ma anche contro le guerre. È importante fare memoria. Un Paese senza memoria non può avere futuro”.

La seconda serata

La musica non finisce qui infatti, stasera 7 settembre a partire dalle ore 20 la maratona continua con il secondo concerto. Sul palco altri celebri artisti e importanti testimonianze: Dimartino, Neri per caso, Almamegretta, Shakalab, Giuseppe Anastasi, Ernesto Marciante, Cico Messina, Ermes Russo, Gavdio, Federica Marinari, Lorenzo Lepore, Antonio Panzica, Taligalè, Luisa Impastato, Libera Sicilia, Dario Riccobono – Must 23, Brizio Montinaro, Antonio Vassallo, Giovanni Gulinoex Marta sui Tubi & Fabrizio Mocata & Mato Francesco Sciacca.

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