Dalle scuole delle province siciliane di Palermo e Catania l’obiettivo è chiaro: prendere una posizione ferma e decisa su quanto continua ad accadere in Palestina, in particolare nella Striscia di Gaza, chiedendo lo stop ai bombardamenti e all’aggressione della popolazione civile palestinese. Gli istituti siciliani hanno scelto di mandare un messaggio a gran voce: interrompere i bombardamenti, perché è necessario fare qualcosa e farlo subito. Tra mozioni, slogan, rumore e minuti di silenzio, collegi docenti, alunni e genitori si sono uniti per dare un segno, per esprimere la loro solidarietà in maniera concreta. Tutti si mobilitano per Gaza.
La mobilitazione scolastica
“Crimini contro l’umanità perpetrati da Israele a Gaza e in Cisgiordania”, la richiesta di riconoscere lo Stato di Palestina, scuole che hanno innalzato i colori di Gaza con cartelloni e striscioni affissi ai cancelli. Questi sono alcuni dei gesti simbolici realizzati da istituti come il Ferrara di Palermo o il Capuana, insieme ad altri di Catania, per mobilitarsi a sostegno di Gaza. Non sono mancati gli appelli ai governi silenti e alle istituzioni che stanno agendo con il minimo sforzo, per dimostrare come le nuove generazioni siano coscienti di ciò che accade e non vogliano essere complici.
In provincia di Palermo
A Palermo, tra gli istituti che si sono uniti al coro delle voci a sostegno del popolo palestinese, ci sono anche il Benedetto Croce e il Giuseppe Garibaldi, che hanno espresso con fermezza la condanna ai crimini di guerra e contro l’umanità perpetrati dal governo israeliano. “Se la scuola ha la missione di educare cittadini consapevoli e liberi, questa presa di posizione è necessaria — ha dichiarato Dario Librizzi, professore di storia e filosofia del Benedetto Croce e tra i promotori della mozione nell’istituto —. Ogni anno affrontiamo il tema della Shoah e non possiamo voltarci dall’altra parte davanti a ciò che accade in Palestina”. Il liceo Vittorio Emanuele II, invece, ha osservato un minuto di silenzio in memoria delle vittime.
In provincia di Catania
A Catania, il preside dell’istituto Saladino, Giusto Catania, ha espresso la sua vicinanza agli studenti che hanno accolto la causa, dichiarando: “Alla fine dello scorso anno scolastico avevamo esposto uno striscione per lo stop alle bombe su Gaza; quest’anno abbiamo riproposto la mozione con un’adesione unanime anche del consiglio di istituto, perché la scuola deve analizzare il presente e costruire il futuro”. Il 2 ottobre, lo stesso istituto sarà inoltre impegnato nella manifestazione della Giornata della non violenza contro tutte le guerre. In totale sono undici le scuole etnee che chiedono l’interruzione immediata degli attacchi e delle violazioni dei diritti umani, sostenendo il dovere morale della pace.
Gli studenti vogliono saperne di più, desiderano risposte sull’immobilismo generale davanti a ciò che continua ad accadere e chiedono spazi liberi di dialogo per indagare la questione dalle sue radici storiche. Ma soprattutto, i ragazzi sperano che il loro grido di pace arrivi oltre i confini della scuola, al governo, al quale domandano di interrompere qualsiasi tipo di accordo con Israele.



















