Mare, passione, luce. Non solo suggestioni evocative, ma elementi centrali di un racconto gastronomico della Sicilia, di una narrazione che si fa progetto, visione condivisa di una ristorazione capace di emanciparsi dalla stagionalità imposta e di abitare il territorio con continuità, in ogni stagione. È questo lo spirito che ha animato la seconda edizione di Marina Gourmet, l’evento promosso dal Comitato del Gusto – rete di chef e ristoratori attivi tra Marina di Ragusa e il territorio dell’estremo sudest dell’Isola – costruito attorno a un’idea tanto semplice quanto ambiziosa: rendere l’alta cucina una leva stabile di sviluppo e non solo un catalizzatore estivo.
Marina Gourmet, il fine dining per la destagionalizzazione
In tre giorni, 27, 28 e 29 settembre, tra degustazioni, incontri, masterclass, spettacoli e cene d’autore, Marina Gourmet ha confermato la propria identità: non solo raffinato festival del gusto ma manifesto per una destagionalizzazione intelligente, affidata al linguaggio più potente che la Sicilia parli: quello del fine dining.

La rete del Comitato del Gusto
Dietro questa visione, i professionisti del Comitato del Gusto – Giuseppe Causarano, Stefano Occhipinti Amato, Antonio Frasca, Joseph Micieli, Emiliano Guzzardi, Sergio Magro, Gianni Amorelli, Antonio La Rosa, Marco Ingallinera e Rosario Dibennardo – hanno costruito una rete concreta, che ha unito non solo competenze ma le ha orientate verso un obiettivo chiaro: trasformare il cibo in strumento di valorizzazione territoriale, capace di attrarre interesse, presenze, economia.
Il punto più alto, non solo simbolicamente, è stata la cena di gala a dodici mani che ha riunito sei chef stellati siciliani in un menu condiviso, ciascuno con una portata a firma propria, fatto di esperienze, visioni e territori.
Il Gala dei sei stellati
Nella cucina a vista del Vota Vota di Marina di Ragusa c’erano Giuseppe Causarano e Antonio Colombo (resident chef), Michele Spadaro del Pashà di Polignano a Mare (originario di Scicli e oggi stella Michelin in Puglia), Francesco Patti di Coria, Vincenzo Candiano della Locanda Don Serafino di Ragusa Ibla e Giovanni Santoro dello Shalai di Linguaglossa.
Il pairing, affidato alla cantina I Vigneri di Salvo Foti – decano dell’enologia etnea, il primo a credere nel potenziale dei vitigni autoctoni dell’Etna – è stato confronto tra due artigianalità di alto profilo: quella della cucina e quella del vino, in un ulteriore livello di lettura e di narrazione del territorio.
Ma Marina Gourmet non si è fermato al racconto in punta di forchetta. I banchi sul lungomare Andrea Doria, le degustazioni aperte al pubblico, le birre artigianali, i formaggi – su tutti il ragusano dop – i prodotti iconici della tradizione gastronomica siciliana, hanno ricevuto un tributo continuo, nell’andirivieni di pubblico che ha animato la passeggiata a mare ben oltre la mezzanotte.
Il Premio Chef Emergente per gli under40
E poi il Premio ‘Chef Emergente’, il contest pensato come un momento di scouting. Un’opportunità per nove giovani chef siciliani, tutti under40, di mettersi all’opera ai fornelli della grande cucina a vista del Vota Vota davanti a una giuria di esperti, chef e giornalisti. È la cucina del futuro che si confronta con quella già affermata, in un passaggio di testimone tutt’altro che scontato che si consuma nei dieci minuti, tra preparazione e impiattamento, decisivi perché la giuria esprima il suo voto su gusto, tecnica, sostenibilità, ricerca, creatività.

Marina Gourmet si è dimostrata molto più di una rassegna. È un laboratorio, nato dalla visione di Pinuccio La Rosa, la cui fase preparatoria si sviluppa su tutto l’arco dell’anno che dà risultati visibili senza che sia necessario attendere consuntivi e bilanci: stanno nelle migliaia di persone riprese dal drone che si invola sul rettilineo del lungomare di Marina di Ragusa, nelle lunghe file davanti ai banchi di degustazione delle cantine, nelle attese pazienti per i tasting di pasta, formaggi, olio, nelle masterclass e nei talk, nella sinergia di una squadra che si definisce famiglia e nella rete di aziende che ha creduto nel progetto, dalle istituzioni locali – Comune di Ragusa, Libero Consorzio, Camera di Commercio del Sud Est, ARS – fino al GAL Terra Barocca. Un racconto collettivo che fa sempre più proseliti e che ha già dato appuntamento al 2026, per la terza edizione.





















