Michela Giuffrida
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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.

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Camporeale Days 2025, il nuovo rinascimento del vino siciliano: il consorzio Doc Monreale protagonista

La decima edizione dei Camporeale Days che, dal 2 al 5 ottobre, ha raccontato le eccellenze enogastronomiche, agricole e culturali del territorio

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Giornalista professionista, “salta” dalla televisione, alla carta stampata al web con grande agilità. Folgorata sulla via del giornalismo enogastronomico, è diventata Sommelier con la Fondazione Italiana Sommelier. Dopo un Master all’Università Sapienza di Roma, ha conseguito il diploma di Cerimonialista professionista. Insegna Comunicazione e storytelling e recentemente è entrata nella squadra di Ferpi, la Federazione Relazioni Pubbliche. Tra le sue tante passioni quella della politica che l’ha portata a Bruxelles come eurodeputato. Per i suoi meriti professionali, il presidente Giorgio Napolitano l’ha nominata Cavaliere della Repubblica.
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Tra le colline dell’Alto Belìce, dove i filari di viti si alternano agli ulivi, creando geometrie perfette, Camporeale, comune di 4 mila abitanti al confine tra le province di Agrigento, Trapani e Palermo, è diventato per quattro giornate cuore pulsante del vino siciliano, in particolare della Doc Monreale, per la decima edizione dei Camporeale Days che, dal 2 al 5 ottobre, ha raccontato le eccellenze enogastronomiche, agricole e culturali di un territorio che ha dimostrato di avere capacità di innovarsi senza perdere il legame con le proprie radici. 

La Doc Monreale al centro dei Camporeale Days

Filo conduttore dei Camporeale Days il nuovo rinascimento del vino di quest’area e, nello specifico, della Doc Monreale, denominazione cui è stata dedicata un’intera area della manifestazione, con masterclass, degustazioni verticali e focus sui vitigni simbolo. Una scelta coerente con il momento felice della Doc che, tra il 2023 e il 2024 ha registrato un incremento del 7% nella produzione, superando le 200 mila bottiglie.

Il dato è tanto più significativo se si considera la svolta identitaria impressa dal nuovo disciplinare: da 15 vitigni ammessi si è passati a soli tre – Catarratto, Perricone e Syrah – con la possibilità di impiegare in piccola parte Nero d’Avola e Insolia nei blend. Una riduzione che è anche una dichiarazione d’intenti: privilegiare la qualità e l’autenticità, in una terra dove il vino è memoria agricola e, sempre più, visione enologica.

“Monreale oggi è totalmente diversa dalla denominazione nata nel 2000”, spiega Mario Di Lorenzo, presidente del Consorzio. “Abbiamo scelto la strada della chiarezza. La crescita non è solo nei numeri, ma nella capacità di costruire un’identità forte e di lungo respiro”. I numeri raccontano anche di una comunità in espansione: i soci del Consorzio sono passati da 9 a 12, segno di una fiducia crescente nel progetto di rilancio.

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La kermesse enogastronomica

Camporeale Days ha dunque dato corpo a queste trasformazioni, mettendo al centro i racconti del vino e dei suoi luoghi. Il B2B Day, interamente dedicato alla stampa e agli operatori del settore, è stato prologo della manifestazione, con un ciclo di masterclass ospitate negli spazi del Palazzo del Principe dove Cristina Mercuri, WSET educator, ha guidato un percorso immersivo nel Catarratto, da sempre colonna portante della viticoltura siciliana occidentale, oggi riscoperto come vino bianco da invecchiamento e da altitudine, mentre Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere, ha delineato il nuovo posizionamento della Doc Monreale tra radici, terroir e strategie di valorizzazione.

L’Enoteca del Baglio ha invece ospitato il focus sui vini d’altura, a cura di Francesco Pensovecchio, e quello sulle vecchie annate, guidato da Federico Latteri. Immancabile il legame con la cucina: lo chef stellato Nino Ferreri del ristorante Limu di Bagheria ha firmato un light lunch, presentando il suo iconico “Coniglio nel bosco”, piatto evocativo che intreccia tecniche moderne e suggestioni rurali.

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Leggi anche:  Duca Enrico, il vino che ha cambiato la storia del Nero d’Avola

Con l’arrivo del weekend, Camporeale si è aperta al pubblico e migliaia di appassionati hanno attraversato il centro storico, tra banchi d’assaggio e stand espositivi disposti lungo tutto il centro storico. In tantissimi non hanno rinunciato alle visite guidate nelle cantine del territorio – da Alessandro di Camporeale a Candido Vini, da Tenute Rapitalà all’oleificio Francesco Noto – grazie a un servizio di bus navetta che ha collegato le aziende al centro del paese dove, nel frattempo, si avvicendavano le degustazioni tematiche dedicate ai vini dell’Ovest siciliano, alle bollicine, ai Syrah, al Perricone e alle etichette storiche e i cooking show.

Il tema delle erbe aromatiche, scelto come trait d’union gastronomico, è stato declinato ai fornelli da cinque chef siciliani – Benedetto Buccheri di Be Bop a Palermo, Giovanni Catalano della pasticceria Oscar a Palermo, Ignazio Morgante di Zayt (dell’Insulae Resort) a Cefalù, Giuseppe Crimi Stigliolo del ristorante Pepe Rosa a Capo d’Orlando e Filippo Ventimiglia di Quattro Venti a Palermo – che hanno reinterpretato profumi e sapori della macchia mediterranea, creando piatti che hanno dialogato con i vini del territorio.

La soddisfazione del sindaco

“Siamo orgogliosi di aver riportato a Camporeale un evento di questa portata – afferma il sindaco di Camporeale, Luigi Cino – e il successo della manifestazione è frutto di un lavoro di squadra che coinvolge istituzioni, imprese e cittadini. Siamo già al lavoro per la prossima edizione, con l’obiettivo di rendere Camporeale Days 2026 un evento ancora più ricco e partecipato”. 

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