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Tito D’Emilio riapre la storica sede a Catania: il format Silent Luxury tra tradizione e innovazione

Settant’anni di storia nel mondo del design e una importante visione per il futuro: il brand Tito D’Emilio inaugura una nuova fase con il progetto Silent Luxury, voluto dal figlio Marzio

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Settant’anni di storia del design, sette decenni che hanno reso iconico il brand Tito D’Emilio, non solo a Catania ma nel settore dell’arredamento a livello internazionale.

Tito D’Emilio era infatti un professionista lungimirante che ha avuto il coraggio di innovare, ricevendo riconoscimenti prestigiosi come il Compasso d’oro, assegnato dall’Associazione per il disegno industriale per valorizzare la qualità del design italiano.

Il testimone è passato nel 2009 al figlio Marzio che ha traghettato l’azienda verso un contesto socioeconomico differente, e non sempre semplice. Oggi arriva una svolta, un cambio di prospettiva, un rinnovato modo di concepire il mondo dell’arredamento di lusso.

Il nuovo progetto del brand Tito D’Emilio

Il concetto è semplice: il marchio Tito D’Emilio vuole diventare una cerniera di connessione tra il settore del progetto e quella della produzione. In che modo? Semplice: chiunque può realizzare un progetto su misura, portando all’interno dello showroom catanese il proprio architetto, il quale può realizzare spazi domestici personalizzati. Ambizioso? Certamente, ma necessario per Marzio D’Emilio. “Cominciavo a non divertirmi più e avevo bisogno di mettere creatività e fantasia in quello che faccio tutti i giorni”, ammette.

Nasce da questa necessità l’iniziativa del marchio etneo, che riapre i suoi storici locali di Largo Paisiello ma con un’ottica differente. Un progetto che parte da un’esigenza ma anche dall’incontro fruttuoso con l’architetto siciliano Stefano Trapani, noto a livello internazionale soprattutto in Costa Azzurra, da sempre sede del lusso per antonomasia. “Abbiamo chiacchierato trovando un’intesa immediata, abbiamo capito qual era la strada da seguire avviando quello che oggi è diventato un progetto concreto” raccontano.

La presentazione

Il progetto è stato presentato nella sede dell’Ordine degli Architetti di Catania nel corso di una conferenza stampa durante la quale si sono alternati al microfono: Alessandro Amaro, presidente Ordine degli Architetti di Catania; Veronica Leone, vice presidente dell’Ordine; Eleonora Bonanno, presidente Fondazione dell’Ordine degli Architetti di Catania; Luciano Galimberti, presidente Associazione per il Disegno Industriale; Luigi Patitucci, consigliere ADI delegazione Sicilia, designer, storico e critico del design. Al tavolo dei relatori anche l’artista Sergio Fiorentino e l’interior designer Elisa Ossini

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“Per la creazione del nuovo concept Silent Luxury – ha spiegato Stefano Trapani – ho tratto ispirazione dall’antico Studio Ducrot di Palermo e dalla sua affascinante storia. Vittorio Ducrot creò il suo marchio agli inizi del XX secolo con il sostegno di Ernesto Basile, Ettore De Maria Bergler e tanti altri artisti e architetti dell’epoca, in una Palermo che si configura come simbolo dello stile Liberty in Italia, grazie alla visione pioneristica di trasformare l’artigianato in arte per soddisfare i gusti della nuova alta borghesia dei primi Novecento”.

E aggiunge: “Oggi Tito D’Emilio Silent Luxury, da sempre ubicato nello spazio storico in Largo Paisiello a Catania, diviene un luogo legato all’Opera di Progetto ed ai suoi protagonisti, con un Ufficio Stile dedicato al design e all’architettura, orientandosi alla clientela siciliana e non solo, con una struttura volta ad accompagnare gli architetti, i creativi ed i designer nello sviluppo assistito e dedicato dei loro progetti”.

A questo scopo nascono alcuni spazi dedicati all’interno del locale etneo, sviluppato su tre livelli: la Materioteca e la Galleria del Marmo. “Come all’epoca di Studio Ducrot – prosegue Trapani –, il nuovo brand dedica una particolare sensibilità ed attenzione nei confronti dei protagonisti dei processi creativi del settore dell’arredo di design che, con il supporto dell’Ufficio Sviluppo e del know-how dell’azienda, avranno la possibilità di poter personalizzare gli ambienti realizzati per la loro committenza”.

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