Con la conclusione del progetto Terre del Nisseno si chiude un percorso partecipativo che ha coinvolto i comuni di Marianopoli, Bompensiere, Campofranco, Milena, Montedoro e Sutera. L’iniziativa ha promosso una visione unitaria del territorio, valorizzandone il patrimonio culturale, naturale ed enogastronomico. Grazie a un approccio condiviso, digitale e inclusivo, cittadini, istituzioni e operatori locali hanno costruito insieme un nuovo modo di raccontare il Nisseno, fondato su identità e innovazione.
Un’identità comune per raccontare il territorio
Il progetto, realizzato nell’ambito della Misura 19 del Piano di Azione Locale Terre del Nisseno, ha dato vita a un brand territoriale capace di rappresentare tradizione e modernità. Il logo, ispirato alle iniziali “T” e “N”, simboleggia il legame tra superficie e sottosuolo, richiamando torri e miniere, elementi distintivi del paesaggio nisseno.
La palette cromatica, nei toni della terra e del sole, rafforza l’idea di autenticità e appartenenza. Centrale è stato anche il percorso di costruzione delle mappe di comunità, che ha coinvolto abitanti e istituzioni nella mappatura di luoghi, saperi, feste e tradizioni. Attraverso questo lavoro condiviso è stato possibile restituire una fotografia collettiva e dinamica delle Terre del Nisseno, riscoprendo radici comuni e nuovi strumenti di promozione.
Dalla narrazione digitale alla promozione condivisa
Il racconto del progetto è stato diffuso sui canali digitali ufficiali Vivinisseno, con video tematici, fotografie e testimonianze che hanno trasformato gli abitanti in narratori del proprio territorio. La content creator Sicilia incanta ha contribuito con uno storytelling esperienziale, rafforzando la visibilità e l’impatto comunicativo del brand.
A completare l’esperienza, la segnaletica interattiva con QR code consente oggi ai visitatori di accedere a itinerari geolocalizzati e video-racconti dedicati. Gli incontri e i workshop della Terre del Nisseno Academy hanno approfondito temi legati al marketing territoriale e alla sostenibilità. Il progetto si conclude così come un modello di valorizzazione integrata e partecipata, capace di coniugare identità locale e innovazione.


















