La nascita del Parco urbano del Fiume Oreto compie un passo decisivo. Il Consiglio comunale di Palermo ha approvato la variante urbanistica necessaria per attivare il progetto finanziato dalla Regione Siciliana con fondi PO FESR 2014–2020, pari a 5 milioni e 47mila euro. Un intervento che segna l’avvio di una trasformazione profonda per una delle aree più compromesse della città, ma anche tra le più preziose dal punto di vista ambientale e paesaggistico. La variante consentirà infatti di avviare le operazioni preliminari alla realizzazione del primo lotto del Parco dell’Oreto, intervenendo su una zona oggi invasa da discariche, accessi abusivamente chiusi e vegetazione infestante.
Bonifica, sicurezza e nuove piantumazioni
Il progetto prevede la rimozione dei rifiuti che da anni soffocano il corso d’acqua, l’eliminazione delle specie vegetali invasive, la manutenzione del canneto e il ripristino della macchia mediterranea. Saranno inoltre avviati lavori di messa in sicurezza idrogeologica per proteggere una valle che oggi presenta criticità significative.
A completare la rigenerazione, la piantumazione di specie autoctone e la creazione di filari alberati, insieme alla realizzazione di un “Sentiero Natura” dotato di nuova pannellistica didattica e percorsi fruibili, pensati per restituire l’Oreto alla città come spazio da vivere e non più da evitare.
“Un patrimonio che torna alla città”
Il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore all’Ambiente Piero Alongi hanno espresso “piena soddisfazione” per il voto favorevole del Consiglio, sottolineando come l’intervento rappresenti “un passaggio fondamentale per restituire alla città un’area troppo a lungo considerata un problema”. Per il primo cittadino, grazie al progetto “la valle dell’Oreto potrà tornare a essere un patrimonio ambientale, paesaggistico e sociale di straordinario valore”.
Apprezzamento arriva anche dalle opposizioni. I consiglieri Teresi (Pd), Randazzo e Amella (M5S) parlano di un voto “coerente con un percorso iniziato nel 2019 insieme a associazioni e comitati del Contratto di Fiume”, e chiedono ora all’amministrazione di reperire ulteriori risorse per completare l’intero Parco dell’Oreto.
Dodici ettari in trasformazione
A delineare la portata degli interventi è l’architetta Giuseppina Liuzzo, responsabile unico del progetto, che sottolinea come il primo lotto riguardi “circa 12 ettari tra il ponte Corleone e la foce del fiume”. Un’area in condizioni tali da aver reso difficoltosi persino i sopralluoghi: molti accessi pubblici risultano chiusi abusivamente e per alcune porzioni private sarà necessario completare entro l’anno le procedure di esproprio già avviate.
Verso un nuovo rapporto tra Palermo e il suo fiume
Accanto ai lavori materiali, il progetto punta anche sulla partecipazione e sulla conoscenza: sono previsti studi ambientali, monitoraggi, campagne di sensibilizzazione nelle scuole, oltre a convenzioni con l’Università e diversi centri di ricerca. Il “Sentiero Natura Oreto” rappresenta dunque soltanto l’inizio di un percorso più ampio, che vuole trasformare un luogo simbolo del degrado in uno spazio di identità e comunità.



















