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Cerere compie 225 anni: il pianeta nano scoperto per caso a Palermo

Il 1° gennaio ricorre l'anniversario della scoperta di Cerere, un corpo celeste che desta ancora grande curiosità

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Il 1° gennaio 1801 rappresenta una data fondamentale nella storia dell’astronomia: dall’Osservatorio Astronomico di Palermo, l’astronomo Giuseppe Piazzi individuò in quel momento un nuovo corpo celeste, oggi conosciuto col nome di Cerere. È l’unica scoperta di questo genere che può definirsi made in Sicily e non può che essere un orgoglio per l’Isola.

Per oltre mezzo secolo Cerere venne considerato l’ottavo pianeta del Sistema solare, prima di essere riclassificato prima come asteroide e, successivamente, come pianeta nano. Con un diametro compreso tra i 900 e i 1000 chilometri, rappresenta circa il 32% della massa complessiva della fascia principale degli asteroidi. Un dato che lo rende il corpo più grande di questa regione dello spazio.

L’errore che portò alla scoperta di Cerere

La scoperta di Cerere avvenne quasi per caso. Giuseppe Piazzi stava cercando una stella indicata nel catalogo di Nicolas-Louis de Lacaille come Lacaille 87, ma notò una discrepanza rispetto alla posizione riportata nel catalogo zodiacale di Johann Tobias Mayer. In seguito si scoprì che l’errore era stato introdotto da Francis Wollaston in una riedizione del catalogo. È proprio quell’anomalia che guidò l’astronomo dell’Osservatorio di Palermo verso una scoperta inattesa.

Durante la notte del 1° gennaio 1801, Piazzi osservò nella costellazione del Toro un oggetto luminoso dotato di moto proprio. Inizialmente lo considerò una stella fissa non catalogata, ma nei giorni successivi notò che la sua posizione cambiava. Le osservazioni ripetute confermarono che non si trattava di una stella, bensì di un nuovo corpo celeste in movimento.

Convinto di aver individuato un nuovo pianeta, lo battezzò Ceres Ferdinandea, in onore della dea romana Cerere, protettrice del grano e della Sicilia, e del re delle Due Sicilie Ferdinando di Borbone. Nei mesi successivi comunicò ufficialmente la scoperta ai principali osservatori astronomici europei, suscitando grande interesse nella comunità scientifica internazionale.

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Giuseppe Piazzi

Cerere: asteroide o pianeta nano?

Per circa mezzo secolo si è pensato che Cerere fosse effettivamente un pianeta del Sistema Solare, tanto che sono state effettuate osservazioni senza precedenti attraverso telescopi all’avanguardia e furono persino organizzate delle spedizioni. Sulla base dei dati raccolti, è stato riclassificato come asteroide. Più di recente, nel 2006, l’Unione Astronomica Internazionale (UAI) ha sentenziato che la definizione più corretta fosse quella di pianeta nano.

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Non è casuale che la definizione sia stata complessa. Il caso di Ceres Ferdinandea è pressoché unico. È infatti probabilmente un protopianeta (embrione planetario) formatosi 4,57 miliardi di anni fa nella fascia degli asteroidi e sopravvissuto, relativamente intatto, al processo di formazione del sistema solare. Ad oggi è un corpo inattivo con una superficie scolpita da crateri e una temperatura massima di 235 K, ma non è da escludere che in passato ci fossero degli “oceani”.

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Giuseppe Piazzi, chi era il sacerdote astronomo

Per la scoperta di Cerere, che tuttora desta grande curiosità tra esperti e appassionati, si deve dire grazie a Giuseppe Piazzi. L’astronomo nacque a Ponte in Valtellina, in Lombardia, il 16 luglio 1746. Avviato inizialmente alla carriera ecclesiastica, sviluppò presto una profonda passione per le scienze matematiche e astronomiche. Trasferitosi a Palermo nel 1780, ottenne la cattedra di calcolo sublime presso l’Accademia dei Regi Studi e, pochi anni dopo, quella di astronomia.

Grazie al sostegno del viceré di Sicilia Francesco Tommaso d’Aquino, principe di Caramanico, Piazzi poté perfezionare i suoi studi a Londra e Parigi, entrando in contatto con i maggiori astronomi europei dell’epoca. Tornato in Sicilia nel 1789, proseguì il suo lavoro di osservazione astronomica che culminò, nel 1801, con la scoperta di Cerere.

Piazzi ha lasciato in generale un’impronta indelebile nella storia scientifica italiana. Tra le sue opere più significative figura la meridiana della Cattedrale di Palermo, inaugurata il 3 giugno 1811. Morì a Napoli nel 1826, ma il suo nome resta legato per sempre a Cerere e alla città di Palermo.

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