In passato, per i turisti nazionali ed esteri, Palermo e la Sicilia erano sinonimo di estate al mare e, al massimo, primavera al caldo. L’alta stagione, per il capoluogo siciliano, aveva quindi inizio intorno a maggio e si protraeva fino a fine settembre. Poi il turismo si spostava altrove, in mete fredde o in grandi città europee. Ma la musica è cambiata e a dimostrarlo sono i dati di Federalberghi Palermo, che stimano un’occupazione media delle strutture alberghiere intorno al 50% già dal 22 dicembre 2025.
Boom per Capodanno a Palermo
Le proiezioni indicano un aumento graduale delle presenze turistiche man mano che si avvicina il Capodanno, fase in cui si registra anche un ingresso significativo della domanda internazionale, con un conseguente forte incremento complessivo.
Le strutture alberghiere, in vista dell’ultima notte dell’anno, registreranno un quasi esaurito, stando alle stime di Federalberghi Palermo, presieduto da Rosa Di Stefano: “Questi numeri ci raccontano un cambiamento profondo. Il capoluogo siciliano – spiega – oggi viene scelto consapevolmente anche in inverno: i turisti arrivano prima, restano più giorni, spendono di più e cancellano meno. È il segnale di una città che ha consolidato la propria attrattività come destinazione urbana, culturale e di esperienza, non più legata solo alla stagionalità”.
Cresce anche la tariffa media per il soggiorno
Il turismo è quindi in crescita e così la sua destagionalizzazione nella città di Palermo. Accanto a queste stime, si evidenzia anche un aumento della tariffa media per il soggiorno nel capoluogo siciliano e della durata del soggiorno stesso. Per un quattro stelle, la spesa si aggira intorno ai 150 euro per persona a notte e il pernottamento minimo è di circa tre giorni.
“Il trend conferma la crescente competitività di Palermo sui mercati nazionali e internazionali e rafforza la necessità di continuare a investire su programmazione, servizi e qualità dell’accoglienza per rendere strutturali risultati che oggi non sono più episodici, ma sempre più consolidati”, conclude Rosa Di Stefano.

















