Un particolare momento del lungo discorso di fine anno di Sergio Mattarella ha inevitabilmente toccato il cuore dei siciliani — e non solo — che erano incollati al televisore per ascoltare le sue parole. A temi cruciali per l’attualità come la pace e il futuro dei giovani, il Presidente della Repubblica ha voluto affiancare il ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un messaggio importante, che manifesta la necessità di portare avanti la lotta incessante contro la mafia, che in questi anni è mutata ma non è mai scomparsa, e quella di promuovere la legalità in ogni forma. Un intento che non è passato inosservato, ma che è arrivato anzi forte e chiaro attraverso lo schermo ed è stato apprezzato dalla popolazione. Lo dimostrano i tanti commenti fatti nelle ore successive e anche quelli dei familiari delle vittime di Cosa Nostra, che da sempre si impegnano per evitare che si spengano i riflettori su questi temi.
L’omaggio di Sergio Mattarella a Falcone e Borsellino
“Ricordiamo i volti e i nomi delle vittime. Magistrati, giornalisti, uomini delle istituzioni, esponenti delle forze dell’ordine. Tanti, troppi giovani che cadono per mano di ideologie che fanno della violenza il loro unico strumento. Verrà definita la notte della Repubblica. Ma l’Italia prevale. Le istituzioni si dimostrano più forti del terrore. E lo sono grazie all’unità delle forze politiche e sociali, capaci di difendere i principi fondativi della Repubblica”, questo l’appello che all’interno del suo discorso Sergio Mattarella ha fatto al Paese, affinché gli eroi che hanno perso la vita nelle stragi e negli atti terroristici non vengano dimenticati nella vita quotidiana.
E ancora: “Due volti che non possiamo dimenticare: quelli di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della legalità e della lunga lotta contro la mafia. Protagonisti anche dopo il loro assassinio: il loro esempio continua a ispirare – non soltanto in Italia – le nuove generazioni e tutti coloro che non si rassegnano alla prepotenza della criminalità”. Una criminalità che purtroppo nei mesi scorsi ha macchiato l’Italia, dal Nord al Sud, e che va combattuta.
Le reazioni
Numerosi i commenti al discorso del Presidente della Repubblica che arrivano da chi quotidianamente condivide questo messaggio e lo promuove. Tra questi quello della Fondazione Falcone, che ha scritto: “Grazie Presidente Mattarella. A tutte e a tutti auguri di buon anno! E che questo 2026, ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana, sia un anno di affermazione della verità, della giustizia, della cultura della legalità”.
Repubblica ha raccolto poi le voci dei familiari delle vittime di mafia. Tina Montinaro, moglie del capo scorta di Giovanni Falcone, continua a chiedere verità e giustizia per quanto accaduto, sottolineando che “se fosse stata una semplice strage di mafia sapremmo già tutto” e ringraziando il Presidente della Repubblica per il suo impegno quotidiano. La donna ha sottolineato come d’altronde il suo dolore sia condiviso dallo stesso Sergio Mattarella, che per mano di Cosa Nostra ha perso il fratello Piersanti. Anche Milly Giaccone, figlia del medico Paolo Giaccone, ha condiviso il messaggio di fine anno: “Dovrebbe essere impegno delle istituzioni e della società civile ricordare i nostri martiri uccisi per le loro idee di cambiamento, ma ad oggi bisogna ancora fare tanto per far conoscere quegli uomini che non volevano essere eroi bensì soltanto vivere in una città diversa, migliore”.



















