Il 9 gennaio 2026, a Custonaci, verrà inaugurato un parco giochi dedicato all’agente Giuseppe Montalto, assassinato nel 1995 dalla mafia. In servizio da alcuni anni nel carcere dell’Ucciardone di Palermo, dove operava nella sezione di massima sicurezza riservata ai boss, fu ucciso da Cosa nostra l’antivigilia di Natale del 1995 a Palma, frazione di Trapani, mentre si trovava davanti alla casa del suocero: un omicidio maturato come ritorsione per il suo rigoroso lavoro e in particolare per aver bloccato comunicazioni illecite destinate a importanti capi mafiosi. L’uccisione avvenne sotto gli occhi della moglie incinta e della figlia di pochi mesi e fu interpretata come un messaggio intimidatorio ai danni dello Stato. Per il delitto sono stati condannati all’ergastolo sia gli esecutori materiali sia i vertici mafiosi riconosciuti come mandanti, tra cui Matteo Messina Denaro. A distanza di anni dai tragici eventi, la comunità trapanese ha voluto omaggiare l’esponente della lotta contro l’illegalità.
Una vita dedita alle istituzioni
A volere ricordare Giuseppe Montalto è stata in particolare la Giunta guidata dal sindaco Fabrizio Fonte, che nella motivazione del gesto scrive: “Una intitolazione doverosa perché rappresenta un fulgido esempio da ricordare per le generazioni future, di come un giovane uomo, servitore dello Stato, abbia sacrificato la propria vita nella lotta alla mafia”.
La dedica del parco all’agente scelto di Polizia Penitenziaria Giuseppe Montalto ha infatti l’obiettivo di continuare a tenere viva la memoria di chi ha donato la propria vita allo Stato e alle istituzioni.
Le parole di Gioacchino Veneziano
Gioacchino Veneziano (Esecutivo Nazionale della UILPA – Polizia Penitenziaria) ha espresso grande soddisfazione per il nuovo parco: “Per noi è un dovere ricordare i colleghi caduti, soprattutto quelli uccisi per mano mafiosa. Per questo abbiamo chiesto ai sindaci del Trapanese di individuare spazi pubblici che ne custodissero la memoria. Ho trovato nel sindaco di Custonaci e nella sua Giunta un alleato tenace, che ha subito accolto la nostra richiesta. Il percorso si è concluso con il parere favorevole del Prefetto di Trapani. È stato un lavoro di squadra tra Prefettura, Comune, UILPA e Amministrazione Penitenziaria per far conoscere ai più giovani la storia di Giuseppe Montalto”.














