Alessia Anselmo
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Giornalista sportiva dal 2013, professionista dal 2023. Ama raccontare i personaggi e le storie che stanno dietro al risultato agonistico. Laureata in lingue moderne e specializzata in giornalismo, tra le sue passioni ci sono i viaggi, la lettura e le serie tv. È incuriosita dalle nuove tecnologie e non vede l’ora di scoprire dove ci porteranno.

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Marina Di Guardo presenta “Braccata” a Palermo: un thriller sulla gogna mediatica e la disillusione

Braccata, il nuovo thriller di Marina Di Guardo è un romanzo che fa riflettere sulle conseguenze della gogna mediatica e sulla disillusione delle relazioni

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“Credo che sia un tema molto attuale. La gogna mediatica rovina reputazioni, invade la privacy, distrugge vite. E spesso lo fa senza motivo”. Con queste parole, Marina Di Guardo ha aperto la presentazione del suo nuovo romanzo Braccata, venerdì scorso alla Feltrinelli di Palermo. Un thriller a tinte forti, come da tradizione, ma con un cuore ancora più pulsante: quello della persecuzione mediatica e della disillusione nei rapporti umani.

Angela, la protagonista che ci somiglia più di quanto vorremmo

Al centro della trama c’è Angela, una donna che si ritrova travolta da sospetti, indagini e insinuazioni dopo un fatto di sangue. Prima ancora che le forze dell’ordine facciano chiarezza, è già diventata il bersaglio di un’ossessione collettiva.

“Mi interessava raccontare cosa succede quando la stampa — o meglio, una certa stampa — decide chi è colpevole prima ancora che lo faccia la giustizia”, ha spiegato l’autrice. Angela non è solo un personaggio: è un punto di vista. È la lente attraverso cui il lettore può osservare il meccanismo perverso della spettacolarizzazione del dolore.

La disillusione come motore del delitto

Oltre alla pressione mediatica, Braccata esplora un altro tema caro a Marina Di Guardo: la disillusione: “Chi di noi non ha mai vissuto la delusione di scoprire che una persona vicina non era affatto come pensavamo?”, ha detto durante l’incontro.

Nel romanzo, la disillusione non è solo un sentimento: è la miccia. È ciò che può trasformare la rabbia in azione, il dolore in vendetta. E nel thriller, si sa, ogni emozione può diventare un movente.

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Ortigia: un’ambientazione siciliana che sa di promessa mantenuta

Come promesso nella sua precedente visita a Palermo, Marina Di Guardo ha scelto di ambientare buona parte del romanzo in Sicilia. “Ortigia è il cuore del libro. La tonnara di Santa Panagia, con le sue rovine e il mare cristallino, è il luogo perfetto per il primo delitto. Volevo che il lettore respirasse la bellezza inquieta di questa terra”, ha raccontato Di Guardo.

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La copertina del romanzo, infatti, mostra proprio la tonnara, fotografata anni fa quando aveva ancora il tetto. E se Ortigia è il punto di partenza, Milano è il teatro degli altri delitti. Un contrasto che amplifica tensione e ritmo.

Un romanzo che non si lascia indovinare

“In questo libro ho fatto di tutto per non farvi capire chi è il colpevole”, ha detto Marina con un sorriso. Chi conosce il suo stile sa che ama giocare con il lettore, depistarlo, sorprenderlo. E stavolta, promette, sarà ancora più difficile arrivare alla verità prima dell’ultima pagina.

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Tra le ombre del thriller, c’è anche una luce: Alfonso, il maresciallo capo che si occupa delle indagini. “È un uomo d’altri tempi, capace di sospendere il giudizio, di offrire protezione e rispetto. Angela si aggrappa a lui per sopravvivere”, ha raccontato Marina. Una figura che diventa ancora più preziosa quando tutto il resto — amici, parenti, colleghi — sembra voltare le spalle.

Amicizia, tradimento, verità

Durante la presentazione, moderata da Roberto Gueli e Sara Priolo, si è parlato anche di amicizia. Nel romanzo, ci sono amiche che tradiscono e altre che restano.

“La vera amicizia è quella che ti ascolta anche alle dieci di sera, che c’è quando tutto crolla. È una madre che ti accetta con pregi e difetti”, ha detto Marina, rispondendo a una domanda del pubblico.

“Braccata vi terrà incollati alle pagine, ma vi farà anche riflettere. E poi, fatemi sapere se avete indovinato il colpevole”, ha concluso Marina Di Guardo, salutando i lettori di Be Sicily Mag con il suo consueto calore.

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