L’Università di Messina ha inaugurato l’anno accademico alla presenza della Rettrice Giovanna Spatari e dell’ospite d’onore Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia. In questa occasione, un pensiero speciale è stato rivolto al Medio Oriente, con l’Ateneo che ha ribadito la propria vicinanza agli studenti dell’Iran, nel grave momento di crisi che sta coinvolgendo il Paese. In periodi come questi, infatti, il diritto allo studio viene spesso negato, a discapito dei giovani, che vedono il loro futuro a rischio. E ancora, in questa occasione sono state commemorate anche le vittime di femminicidio vicine alla comunità, Sara Campanella e Lorena Quaranta.
UniMe vicina all’Iran: in memoria di Yassin Mirzaei
Alla cerimonia dell’Università di Messina erano presenti numerosi studenti iraniani, accolti da un grande applauso dei presenti in aula magna. Nel discorso inaugurale dell’anno accademico è stato ricordato Yassin Mirzaei, giovane studente di Scienze Geofisiche dell’Università di Messina che aveva scelto di ritornare nel Paese d’origine – nello specifico a Kermanshah, in Kurdistan – per supportare i suoi concittadini nella rivoluzione contro il regime in atto. Tra l’8 e il 9 gennaio è stato ucciso dalle forze armate a Dareh Deraz, durante le proteste. Nei giorni scorsi i colleghi e la città di Messina lo hanno celebrato scendendo in piazza.
Il ricordo di Sara Campanella e Lorena Quaranta
Il giovane studente iraniano non è stato l’unico ad essere commemorato nel discorso della Rettrice Giovanna Spatari, che ha voluto ricordare anche le due vittime di femminicidio Sara Campanella, palermitana che studiava nell’ateneo di Messina uccisa da un collega il 31 marzo 2025, e Lorena Quaranta, a cui il fidanzato ha tolto la vita il 31 marzo 2020 a Furci siculo.
Le prossime sfide dell’Università di Messina
Dopo questi toccanti momenti, l’Università di Messina ha parlato anche di quelle che sono le prossime sfide, politiche e non solo. “È stata stimata una riduzione dei finanziamenti per la conclusione del Pnrr. Se il Pnrr resta una parentesi avremo perso un’occasione storica, se lo trasformiamo in competenze permanenti e infrastrutture avremo costruito futuro. Serve una transizione post Pnrr. Serve una scelta pubblica, non disperdere capitale umano, non tornare alla precarietà come normalità. L’università pubblica non è un costo da comprimere, ma un investimento da difendere, per la crescita del Paese”, ha affermato la Rettrice Giovanna Spatari.
Infine, l’ateneo ha sottolineato la scelta di aver inserito, nel bilancio di previsione, l’assunzione di 90 giovani ricercatori: “Vogliamo trattenere energia”.






















