La Fondazione Sicilia ospita la ventesima edizione della rassegna Arte al femminile a Villa Zito a Palermo, con un ciclo di conferenze dedicate al tema Donne nel mondo dell’arte, ideato e curato da Maria Antonietta Spadaro. Per l’appuntamento di oggi, martedì 20 gennaio alle ore 17.15, l’attenzione sarà rivolta alla vita e allo stile artistico all’avanguardia, di Sonia Delaunay durante i suoi “folli anni” parigini. L’incontro, dal titolo Una vita a colori, vedrà la partecipazione di Marina Giordano e approfondirà il percorso creativo di un’artista capace di riscrivere il linguaggio visivo del Novecento.
Un’artista pioniera del nuovo
Sotto analisi le opere dell’autrice ucraina: dipinti, abiti, tessuti e oggetti che hanno costruito un vero e proprio universo cromatico, mettendo in scena una “danza simultanea” capace di animare lo sguardo dello spettatore. Un’idea nata per fare luce sull’influenza determinante delle donne nel panorama artistico mondiale e per proporre un confronto tra vita personale e ricerca espressiva di grandi protagoniste della storia dell’arte.
Delaunay ha sviluppato l’Orfismo, una declinazione del Cubismo in cui la simultaneità dei contrasti cromatici e l’uso di forme circolari intersecate generano energia visiva. Alla base della sua poetica c’è il colore puro, inteso come forza dinamica e costruttiva. Figura visionaria, ha contribuito in modo decisivo allo sviluppo delle avanguardie del Novecento, superando la prospettiva tradizionale e portando l’arte anche nella moda e nel design, con l’obiettivo di integrarla nella quotidianità.
La rassegna ideata da Maria Antonietta Spadaro
L’accesso all’incontro è gratuito fino a esaurimento posti, per favorire la partecipazione degli amanti dell’arte e di chi desidera scoprire il talento femminile, non sempre adeguatamente valorizzato. Per motivi organizzativi, l’incontro previsto su Margarete Lihotzky è stato rinviato, ma la rassegna proseguirà come spazio di riflessione e approfondimento sul ruolo delle donne nell’arte. Un’occasione preziosa per riscoprire sguardi, storie e visioni che continuano a parlare al presente, ricordandoci quanto il contributo femminile sia stato – e sia ancora – fondamentale nella costruzione della cultura visiva contemporanea.




















