Dopo venticinque anni di storia, dall’inaugurazione nel 2001, Etnaland è stato sottoposto a sequestro. L’iconico parco attrazioni amato da adulti e adolescenti, a Belpasso, nel catanese, è infatti al centro di un’inchiesta, avviata nell’estate 2025, che riguarderebbe rilevanti violazioni di natura ambientale legate alla gestione dei rifiuti. In vista dell’arrivo della primavera, ci sono numerose domande in merito alla possibile riapertura. Le ripercussioni del provvedimento potrebbero essere notevoli, sia dal punto di vista economico che da quello occupazionale. A parlare dei dettagli dell’operazione saranno nelle prossime ore, a Palazzo di Giustizia, il procuratore Francesco Curcio e il direttore marittimo della Sicilia orientale, il contrammiraglio Raffaele Macauda.
L’origine delle indagini
Le presunte irregolarità di Etnaland non sono una vicenda del tutto nuova. Già nel settembre del 2022, infatti, nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Catania, i militari del Nucleo operativo di polizia ambientale della Guardia costiera avevano riscontrato alcuni problemi. In un appezzamento del terreno adiacente al parco, era stata evidenziata la presenza di una discarica abusiva in cui sarebbero stati bruciati rifiuti provenienti proprio dalle attività della struttura. La discarica irregolare era stata quindi posta sotto sequestro. A ciò si era aggiunto anche il sequestro di circa mille metri cubi di rifiuti, presumibilmente solidi urbani, insieme alle attrezzature utilizzate per svolgere le operazioni illecite.
Il filone investigativo attuale, che ha portato al sequestro dell’intero parco divertimenti di Belpasso, sarebbe secondo le prime indiscrezioni legato a quello precedente. L’errato smaltimento dei rifiuti, infatti, non sarebbe stato interrotto in questi anni. A evidenziarlo pare che siano stati ulteriori controlli effettuati ad agosto scorso.
La storia del Parco divertimenti
Etnaland è considerato tra parchi divertimento i più grandi del Meridione: si estende su 280.000 metri quadrati, di cui 112.500 occupati dalle attrazioni, tra AcquaPark e ThemePark. Nella stessa area, oltre cinquant’anni fa, sorgeva “La Pergola”, l’azienda agricola del padre dell’attuale proprietario, Francesco Russello. Negli anni Ottanta qui era stato allestito un parco della preistoria, poi diventato definitivamente, nel 2001, la struttura che oggi conosciamo. Fino al 2024 sono state aggiunte nuove attrazioni, con l’obiettivo di rendere il parco sempre più coinvolgente. In questi anni in tanti hanno collezionato ricordi indimenticabili, tra l’adrenalina di uno scivolo e l’altro. Adesso la chiusura.



















