Ha attraversato i decenni contrassegnati dai grandi cambiamenti nel mondo della comunicazione mantenendo la stessa vivacità, curiosità ed indipendenza degli esordi. Egle Palazzolo, giornalista professionista e scrittrice – ancora agguerrita nonostante i suoi 92 anni – è stata di recente nominata presidente onorario del Circolo della stampa di Assostampa Sicilia, il sindacato che riunisce i giornalisti dell’Isola. A BE Sicily Mag, ha raccontato la sua carriera ricca di incontri entusiasmanti e la sua attività odierna, da pensionata con tanti interessi.
La carriera di Egle Palazzolo
Nata a Palermo, dove vive e svolge la sua attività prevalentemente con finalità sociali e culturali, si è laureata in Giurisprudenza e successivamente in Lettere moderne. È stata docente in entrambe le discipline, ma ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi specificatamente a stampa e comunicazione, con rubriche specialistiche e recensioni letterarie. La passione di Egle Palazzolo per il giornalismo è nata presto. “Ho iniziato al giornale di cronaca universitaria Ateneo palermitano, al secondo anno di Giurisprudenza: avevo 19 anni. Feci una recensione al romanzo L’Oro di Napoli di Giuseppe Marotta, il quale mi scrisse e mi incoraggiò a continuare a scrivere. La mia famiglia, improntata alla cultura giuridica, voleva che facessi il notaio. Poi, ebbi l’occasione di collaborare al Giornale di Sicilia con recensioni televisive e diventai così pubblicista. Fui la prima giornalista donna ad essere iscritta all’albo dei critici televisivi”.
Erano gli anni Cinquanta quando inaugurò la rubrica “Video contro video”. Un periodo in cui i giornalisti erano riuniti in una forma associativa sotto l’egida del Ministero di Grazia e Giustizia, prima dell’istituzione dell’Ordine nel 1963. Da lì, una serie di successi. “Negli anni successivi, diventai direttore di Trm, che poi lasciai negli anni Ottanta. Ho conosciuto nel corso della mia carriera tanti politici, tra cui Pannella, Andreotti, Spadolini e Natta. Da professionista, mi dimisi dalla scuola, in quanto era incompatibile. Sono stata anche giornalista collaboratrice in Rai, curando rubriche per la radio come Vecchie strade di Palermo e Tre generazioni a confronto. Con me collaborava anche Anna Pomar“. Per sedici ha ricoperto anche l’incarico di capo ufficio stampa della Provincia regionale di Palermo.
Una grande parentesi della carriera di Egle Palazzolo è stata poi dedicata all’Efebo d’Oro, Premio Internazionale di Cinema e Narrativa, nato nel 1979 con l’obiettivo di celebrare i lungometraggi tratti da opere letterarie. “Ne sono stata presidente per 28 anni, fino al periodo del Covid, per poi lasciare il testimone a Paola Catania. È stato un periodo bellissimo, che mi ha dato l’occasione di incontrare registi ed attori che mi hanno stupito come Antonioni e Tornatore. Ho scoperto anche film meno noti come Trainspotting di Danny Boyle, che premiammo”.

I giornali dell’epoca e le donne
Dei suoi primi passi nel mondo del giornalismo, racconta con orgoglio di non essere stata vittima di discriminazioni: “Non ho ricordi di prepotenze maschili o di maschilismo esagerato, la donna veniva ancora guardata in un certo modo, i colleghi magari ti cedevano la sedia per una questione di cavalleria. Ma con loro ho creato una bella fratellanza redazionale. I miei capi al Giornale di Sicilia furono Silvano Rizza e Roberto Ciuni. Ho avuto la possibilità, su incarico di un direttore, anche di fare tante inchieste, come quella sulle donne siciliane – da Luisa Ciuni a Cettina Restivo – e quella sulle ville storiche di Palermo”.
La scrittura e il web
La passione per la cronaca diventa è diventata poi passione per la scrittura a tutto tondo. “La scrittura è stata per me un fatto di fantasia, ho evitato le autobiografie”. L’autrice ha scritto saggi soprattutto su Pirandello e si è occupata di Capuana, Joyce, Verga, Maria Messina, Di Marzo. Ha scritto anche tre brevi romanzi – Maria non è Maria, Amedeo che non muore e La chiamata – e tre libri di poesie, l’ultimo è Il lembo del mantello. Tra le sue pubblicazioni anche La signora Fiorica è pazza, lettura rovesciata de Il berretto a sognagli.
E oggi che c’è anche Internet nel calderone, per Egle Palazzolo la ricetta è semplice: “Carta stampata e web possono convivere ed alimentarsi l’un l’altro, come del resto il teatro non è stato spiazzato dal cinema e la tv non ha spiazzato il teatro. Le novità possono amalgamarsi con ciò che già esiste. Lo stesso discorso vale per l’Intelligenza Artificiale, che non deve farci indulgere nella pigrizia. La convivenza può dare buoni frutti”.

La sua attività oggi
Oggi Egle Palazzolo è componente del comitato di redazione di “Mezzocielo” e si impegna costantemente col gruppo di donne, che da oltre venticinque anni danno vita ad una rivista di libero e autonomo pensiero e al sito web omomino. “Continuo a fare recensioni e articolo per Mezzocielo come redattrice e coltivo anche la scrittura di libri. Sono socia al No mafia memorial e all’Ande. Inoltre, collaboro con vari centri sociali e sono attivamente legata ad Assostampa Sicilia, in cui in passato ho avuto incarichi sindacali e ho fatto parte del consiglio direttivo”.
Il suo segreto? “Coltivo le mie passioni e non mi chiudo nell’interesse per l’Io. Mi curo di me ma sopratutto di me tra gli altri. Ho due figli, dei nipoti e una magnifica bisnipote, con cui penso di avere tanto in comune, essendo entrambe nate sotto lo stesso segno astrale, lo Scorpione. La vita mi è passata accanto nelle sue varie fasi e con lei, ci siamo capite. Anche se prima e poi – conclude – ci dovremo lasciare”.




















