Il Festival di Sanremo 2026 si prepara a vivere un’edizione speciale, interamente dedicata alla memoria di Pippo Baudo, storico volto della televisione italiana scomparso lo scorso 16 agosto all’età di 89 anni. Un omaggio corale che coinvolge il mondo dello spettacolo, le istituzioni e la sua città natale, trasformando la kermesse musicale più amata dagli italiani in un grande tributo al “Maestro”.
Carlo Conti dedica il camerino a Pippo Baudo
A dare il via alle celebrazioni è stato Carlo Conti, direttore artistico e conduttore del Festival 2026, che attraverso un post pubblicato su Instagram ha svelato la nuova targa affissa alla porta del suo quartier generale al Teatro Ariston.
La scritta è chiara e simbolica:
“Camerino Pippo Baudo – Carlo Conti Sanremo 2026”.
Un gesto carico di significato che trasforma lo spazio privato del conduttore in un luogo della memoria, quasi un ideale passaggio di consegne tra due protagonisti della storia del Festival. Baudo, con le sue 13 edizioni alla guida di Sanremo, ha segnato in modo indelebile la manifestazione, contribuendo a lanciare artisti e a costruire momenti rimasti nella memoria collettiva.
Conti aveva già ribadito che Sanremo 2026 sarebbe stato dedicato a Pippo Baudo, ma l’intitolazione del camerino rappresenta il primo atto concreto di un tributo che accompagnerà l’intera kermesse.

Pippo Baudo, presentatore, al centro, con la coppia di vincitori: a sinistra Roberto Carlos, a destra Sergio Endrigo, in gara con «Canzone per te»
Tra filmati, mostra e statua: tutti gli omaggi a Sanremo
Durante le cinque serate del Festival sono attesi numerosi momenti celebrativi. Non solo filmati d’archivio e ricordi dei protagonisti della televisione italiana, ma anche interventi musicali pensati per ripercorrere le tappe più iconiche della carriera di Baudo sul palco dell’Ariston.
Parallelamente, il Comune di Sanremo sta lavorando a un omaggio permanente: è in programma la realizzazione di una statua dedicata al conduttore, che sarà collocata accanto a quella di Mike Bongiorno, già diventata nel tempo meta di appassionati e visitatori legati alla storia del Festival.
Le iniziative non si fermano qui. All’ingresso del Teatro Ariston verrà installata un’opera luminosa capace di simulare un simbolico abbraccio di Baudo al pubblico, quasi a voler rinnovare quel legame diretto e caloroso che lo ha sempre contraddistinto. Inoltre, al Forte di Santa Tecla sarà allestita una mostra fotografica dedicata alle sue tredici edizioni, con immagini storiche e materiali d’archivio che racconteranno decenni di televisione italiana e di costume. Un percorso diffuso tra teatro, città e luoghi simbolo che trasforma Sanremo in uno spazio della memoria condivisa.
Il ricordo della famiglia: l’emozione di Tiziana Baudo
Commosse le parole di Tiziana Baudo, figlia del celebre conduttore, che ha espresso gratitudine per i numerosi omaggi dedicati al padre. Raggiunta dall’ANSA, ha definito il gesto di Carlo Conti “dolce e tenero”, ricordando quanto il camerino fosse per Baudo un vero centro operativo, luogo di riunioni, confronto e cura maniacale dei dettagli dello spettacolo.
Quest’anno Tiziana vivrà il Festival in modo completamente diverso: per la prima volta seguirà le serate dalla platea, insieme al fratello Alessandro. Un’esperienza carica di emozione, ben diversa dai ricordi d’infanzia trascorsi dietro le quinte, quando accompagnava il padre durante prove e dirette.

Il murales a Militello Val di Catania: l’omaggio della sua terra
L’omaggio a Pippo Baudo non si limita alla Liguria. A Militello in Val di Catania, sua città natale, è stato realizzato un imponente murales di 14 metri per 9 firmato dal maestro Salvatore Ligama. L’opera domina lo spazio accanto al municipio e al Teatro Tempio, il luogo dove Baudo iniziò a cimentarsi con le prime recite da bambino.
Il murales, ultimato poche settimane fa e non ancora inaugurato ufficialmente, sarà presentato all’Italia proprio nei giorni del Festival dedicato al “Pippo nazionale”. La scelta dell’opera è avvenuta attraverso una consultazione popolare tra i cittadini di Militello, a testimonianza di un legame mai interrotto tra il conduttore e la sua comunità. Un rapporto profondo, fatto di radici, orgoglio e appartenenza, che Baudo non ha mai smesso di coltivare.
Sanremo 2026 si annuncia così come un’edizione della memoria, capace di intrecciare spettacolo e riconoscenza. Dal camerino intitolato da Carlo Conti alla futura statua, dalla mostra fotografica al murales siciliano, l’Italia rende omaggio a una figura che ha attraversato oltre mezzo secolo di storia televisiva, legando in modo indissolubile il proprio nome a quello del Festival di Sanremo.



















