La comunicazione pubblica non è più un dettaglio tecnico né un compito accessorio. È diventata una leva strategica, ponte tra istituzioni e cittadini, uno strumento che può davvero cambiare la qualità dei servizi e la percezione stessa dell’azione amministrativa. Da questa consapevolezza è nato “Comunicare per raccontare. Nuove sfide per gli Enti locali”, il convegno promosso da ANCI Sicilia insieme a UNA – Aziende della Comunicazione Unite, ospitato nella sala Pio La Torre dell’Assemblea regionale siciliana.
Un appuntamento che ha riunito amministratori, professionisti della comunicazione, accademici e studenti per discutere di come gli Enti locali possano raccontarsi meglio, con più competenza e più trasparenza, in un’epoca in cui i cittadini chiedono risposte rapide e chiare.
Comunicazione, gare pubbliche e digitale: la nuova grammatica degli Enti locali
Come progettare la comunicazione pubblica in modo professionale, soprattutto quando si parla di gare e affidamenti? È questo un tema sottovalutato, che nell’era dei canali digitali e delle gare pubbliche sempre più complesse diventa decisivo. E, allora, il Libro Verde UNA sulle gare pubbliche è diventato il punto di partenza per riflettere su standard, competenze e responsabilità.
Comunicare bene non significa solo diffondere informazioni, ma costruire un dialogo credibile, continuo e accessibile. Cosa che richiede figure professionali nuove, strumenti aggiornati e una visione che deve tenere insieme innovazione digitale, trasparenza e qualità del servizio.
ANCI Sicilia, Amenta: “La comunicazione è diventata una funzione essenziale dei Comuni”
“La comunicazione non è più un accessorio – ha sottolineato Paolo Amenta, presidente ANCI Sicilia – È diventata una funzione essenziale dei Comuni. In vent’anni siamo passati dalla legge 150 ai social manager, fino all’intelligenza artificiale, e oggi abbiamo bisogno di un sistema organizzato, con figure riconosciute e piante organiche adeguate. Ma soprattutto – ha aggiunto – serve formazione, perché solo professionisti preparati possono semplificare i messaggi, parlare ai cittadini in modo chiaro e migliorare davvero la qualità dei servizi e della vita nelle nostre città
“La velocità dell’informazione è un rischio, serve responsabilità”
Il presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, ha richiamato invece l’attenzione su un altro nodo cruciale: “Viviamo in un’epoca – ha detto – in cui la notizia, appena pubblicata, diventa realtà. Si leggono i titoli, non gli articoli, e questo crea un effetto immediato e spesso distorto. La velocità dell’informazione è un rischio. Può far perdere profondità e comprensione, soprattutto quando si parla di vita pubblica. Per questo serve più responsabilità nel modo in cui si scrive e si diffonde una notizia, perché ciò che arriva ai cittadini può avere un impatto devastante, anche quando la verità completa emerge solo dopo”.
“Oggi nella pubblica amministrazione è necessaria una visione integrata della comunicazione, che sappia coniugare la professionalità del giornalista con quella del social media manager – ha sottolineato Mario Alvano, segretario generale ANCI Sicilia -. Alla base di tutto ci deve essere la chiarezza del linguaggio, come prima forma di trasparenza, al fine di rendere comprensibile a tutti quello che avviene all’interno delle Istituzioni”.
“Oggi è indispensabile, per una buona amministrazione, costruire una narrazione per raccontare la visione di un ente locale sulla città – ha detto il vicesindaco e assessore alla Cultura, Giampiero Cannella -. Il Comune di Palermo lo ha fatto investendo sia su un rinnovato dialogo con i cittadini, attraverso i canali social, sia attraverso campagne di comunicazione per rilanciare l’identità metropolitana in chiave internazionale. Lo abbiamo fatto, ad esempio, facendo del Festino di Santa Rosalia un brand ormai noto in tutto mondo, che ci ha permesso di innescare inediti e importanti flussi turistici sul territorio, con notevoli ricadute economiche per Palermo”.
Soddisfatto il presidente di Una, Davide Arduini: “Oggi è la prima volta che Una si confronta con Anci. In qualsiasi Paese europeo lo Stato è il primo cliente dell’industria della comunicazione. In Italia non è ancora così e grazie ad Una stiamo lavorando per andare in questa direzione. Partiamo da Palermo con un importante messaggio per il prossimo futuro”.
Una PA che parla ai cittadini: trasparenza, competenze e innovazione
Il convegno ha messo in luce il fatto che la comunicazione non può essere vista dalle istituzioni soltanto come un obbligo normativo. Il loro obiettivo deve essere quello di sfruttarla sempre più e con vera consapevolezza, per rendere visibile l’azione amministrativa, raccontare i risultati, spiegare le scelte e costruire o ricostruire, quindi, il rapporto di fiducia tra gli Enti locali e i cittadini.
In un momento storico in cui la distanza dalle istituzioni sembra crescere, la qualità del racconto pubblico è ormai un fattore determinante. E per ANCI Sicilia l’innovazione digitale, se usata con competenza, può trasformare questo racconto in un dialogo continuo.



















