Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Dalla Sicilia al Granducato, l’ascesa internazionale di Valerio Scollo: “Scegli il tuo futuro o la vita lo farà per te”

Socio equity di uno dei principali studi legali europei, racconta la sua carriera tra i grandi hub finanziari e il legame indissolubile con la sua terra. "Sono orgogliosamente siciliano, porto con me quell’apertura al mondo che la nostra terra insegna"

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Tra Lussemburgo, Londra, New York e Tokyo, la sua agenda è quella di un avvocato che lavora nel cuore della finanza globale. Eppure, quando gli chiedono da dove viene, la risposta resta sempre la stessa: la Sicilia. Da qui è partita la storia di Valerio Scollo, avvocato e socio equity di uno studio legale internazionale con centinaia di avvocati e clienti in tutto il mondo, tra i più importanti in Europa.

Un percorso costruito nel tempo, tra studio, viaggi e opportunità colte che lo hanno portato lontano da casa, pur sempre con uno sguardo rivolto alle proprie radici. “Sono orgogliosamente siciliano – racconta –, la mia terra mi ha dato quella apertura al mondo che appartiene alla nostra terra e che mi ha accompagnato in tutto il mio percorso professionale”.

Il ruolo nella comunità legale globale

Specializzato in diritto bancario e finanziario, Scollo lavora con clienti internazionali e coordina un team di cinque professionisti. Un lavoro che lo porta costantemente in viaggio tra i principali hub finanziari del mondo. “Lussemburgo è un Paese grande quanto la provincia di Palermo – racconta –, ma qui ho trovato la mia dimensione e il mio lavoro mi porta spesso a Londra, New York, Dublino, Madrid e in tante altre città nel mondo”.

Oltre all’attività nello studio legale, Scollo ricopre anche un incarico di rilievo nel panorama internazionale della professione. È infatti presidente della commissione Banking, Finance and Capital Markets di AIJA (International Association of Young Lawyers), l’associazione globale degli avvocati under 45. In questo ruolo partecipa all’organizzazione di seminari e incontri professionali in diverse città del mondo. “Quest’anno – spiega – saremo a Tokyo per parlare di finanziamento delle infrastrutture tecnologiche come i data center, a Salonicco sulla strutturazione dei fondi, a Buenos Aires sul FinTech, a Bruges sul finanziamento immobiliare e a Vienna sull’integrazione dei mercati dei capitali europei”.

Un percorso costruito passo dopo passo

Il suo percorso internazionale non è stato programmato fin dall’inizio. Nato a Milazzo, dopo la maturità classica Scollo si laurea in Giurisprudenza a Trento e trascorre un periodo di Erasmus a Rotterdam. “Quando ho iniziato l’università avevo la passione per il giornalismo – racconta -, poi durante l’Erasmus un collega che lavorava già in uno studio legale mi ha trasmesso l’entusiasmo per questa professione”. Da lì prende forma la strada dell’avvocatura d’affari: quattro anni a Milano, un’esperienza a Londra e poi il salto in Asia, a Singapore, dove frequenta un master organizzato congiuntamente dalla New York University e dalla National University of Singapore.

Un viaggio che lo porta anche negli Stati Uniti per ottenere l’abilitazione come avvocato nello Stato di New York. Nel 2013 arriva infine il trasferimento a Lussemburgo, dove costruirà la parte più importante della sua carriera. “Quando sono arrivato eravamo appena cinque italiani negli studi legali del Paese. Oggi siamo molti di più” dice con la fierezza di chi è stato quasi un pioniere.

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Le radici siciliane come apertura al mondo

Nonostante una carriera completamente internazionale, Valerio rivendica con orgoglio le sue origini. “Ho avuto una formazione classica molto solida e questo mi ha aiutato molto. Ma soprattutto essere siciliano mi ha dato un’apertura naturale verso il mondo. La storia della nostra Isola è quella di un crocevia di popoli e commerci nel Mediterraneo, che ha lasciato una traccia profonda anche nella mentalità. A scuola ci raccontavano sempre che la Sicilia era terra di passaggio e di incontri. Questa dimensione di apertura verso l’altro l’ho portata anche nel mio lavoro, che è per natura transnazionale”.

Il legame con la Sicilia

Oggi Scollo vive stabilmente a Lussemburgo da oltre tredici anni. Qui ha costruito la sua famiglia: sua moglie è polacca – si sono conosciuti durante il suo soggiorno a Singapore – e la loro figlia è nata proprio nel Granducato. Eppure il legame con la Sicilia resta forte. “Quando mi chiedono di dove sono rispondo sempre: di Milazzo, in Sicilia. E a casa torno almeno tre o quattro volte l’anno per la famiglia, per gli amici, per respirare l’aria e il sole di casa. Sarà così per sempre, almeno per me”.

Un rapporto che vuole trasmettere anche alla figlia, che oggi ha solo cinque anni, non come identità chiusa ma come patrimonio culturale. “Cerco di insegnarle l’idea dell’appartenenza alla propria terra non in senso identitario ma culturale”.

Un consiglio per le nuove generazioni

Non è facile lasciare la propria terra per costruirsi una carriera internazionale, eppure come dice un famoso detto siciliano “cu nesci, arrinesci“. Ma non solo quello, per Valerio Scollo “Non bisogna avere paura di partire e fare nuove esperienze. È normale avere timori davanti all’incertezza, ma bisogna essere realistici e cercare percorsi professionali che abbiano valore e che permettano di mantenersi mentre ci si forma”.

Quando gli chiediamo se ha un consiglio per le prossime generazioni, ci risponde con la capacità di scegliere il proprio futuro: “Quello che un giorno dirò a mia figlia, quando ne avrà l’età, è questo: se non sei tu a scegliere il tuo futuro, sarà la vita a scegliere per te. L’idea di restare legati necessariamente al presente o al passato è fisiologicamente destinato, almeno è il mio pensiero, a scontrarsi con un dato di realtà”.

E conclude con una riflessione che riassume il suo percorso: “L’importante è avere radici solide e una cultura forte della propria storia. Bisogna avere però il coraggio di aprirsi al mondo, è questa la vera ricchezza che insegna la Sicilia”.

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