La crisi geopolitica in Medio Oriente comincia ad interessare anche il turismo della Sicilia. Ed anche se in tanti aspettano la Pasqua per tracciare un primo bilancio definito, il confronto sui primi dati che emergono all’indomani degli scenari di guerra è già aperto. Secondo i vertici di Confersercenti, sono due le dimensioni che stanno penalizzando il turismo outgoing ed incoming in Sicilia: gli embarghi aerei ed il blocco dei voli, che creano in prima battuta difficoltà nei rientri e nella programmazione di viaggi a lungo raggio. Anche per Assohotel e Assoviaggi non c’è da stare sereni, sia per la sicurezza in bilico che per i prezzi che potrebbero variare fortemente.
La parola a Confesercenti
Salvo Basile, direttore di Confesercenti Palermo, ha analizzato a BE Sicily Mag un elemento che in molti forse trascurano, ovvero i viaggi non ancora programmati. La preoccupazione, infatti, ad oggi è più rivolta verso chi annulla le prenotazioni, ma bisogna rivolgere lo sguardo anche al futuro. “Chi il viaggio deve ancora programmarlo, fa già i conti con la situazione e, in particolare, su quello che sta concretamente impattando sulle famiglie, a partire dai costi energetici, con i prezzi dei carburanti alle stelle. Prezzi che fanno naturalmente ridurre il budget per i viaggi di piacere” ha sottolineato.
È così che è iniziata la caccia alle destinazioni non a rischio, ma anche a prezzi ragionevoli.. “Chi deve prenotare per gli Stati Uniti o per il Medio Oriente, sicuramente desiste perché vede queste destinazioni poco sicure. Ma anche il turismo verso la Sicilia rischia di subire flessioni, in quanto nell’Isola, Signonella è un punto sensibile come presidio Nato e la sua presenza fa porre tanti interrogativi ai turisti”.

Il parere degli albergatori
Anche Marco Mineo, presidente di Assohotel Palermo, fa un bilancio dello stato dell’arte del turismo in città ed in Sicilia: “Lo stato bellico non permette di stare sereni e ci ritroviamo con una booking window, una finestra di prenotazioni, molto stretta, di 15 giorni al massimo. L’America era uno dei mercati più importanti e rischia di venire meno. A Cefalù, ad esempio, vanno a rilento i resort, dove gli americani rappresentavano una grande percentuale degli ospiti. Chi fa turismo in generale potrebbe avere difficoltà. Di contro, il mercato italiano dovrebbe farla da padrone. Resiste però anche il mercato europeo. In generale, sta andando meglio il mercato di prossimità. Il motivo sta nel fatto che manca la sicurezza nello spostarsi. Salgono, inoltre, i costi di carburante, fornitura e altro e questo potrebbe influire sui prezzi. Speriamo dunque nel mercato europeo e in quello italiano”.

Le agenzie di viaggio
Anna Maria Ulisse, presidente di Assoviaggi Sicilia, che rappresenta le agenzie di viaggio siciliane, aggiunge: “Come ricettivo e come incoming in Sicilia, al momento non ci sono state grandi cancellazioni. Indubbiamente, però, c’è una frenata nelle nuove prenotazioni. Sta risentendo molto Taormina, dove mancano per motivi logistici i turisti alto spendenti provenienti dalla parte orientale attraverso il Golfo, che arrivavano con compagnie come Emirates”.
“Giovedì a Roma – ha aggiunto – ci sarà un tavolo tecnico con la ministra del turismo Daniela Santanchè, anche per il rincaro dei voli. La gente già veniva da una crisi e adesso vive la paura di possibili rincari. Il turismo è ancora vissuto come un bene di lusso, rispetto alle altre necessità considerate come basilari. Forse, potrebbe attecchire un turismo di prossimità, con destinazioni in Italia. La Sicilia, però, era già una meta cara, quindi il turismo adesso è in frenata”.





















