Oggi, 20 marzo alle ore 15:46, si sfata il mito che la primavera coincida con il 21 marzo. A discapito della convinzione comune, infatti, gli astronomi – esperti nell’analisi dei movimenti dei corpi celesti – spiegano che la data cambia leggermente ogni anno, pur rimanendo compresa tra il 19 e il 21 marzo. Questo momento, altamente simbolico, con cui si saluta l’inverno e si apre a un nuovo inizio fatto di rinascita e vitalità, segna l’inizio della primavera astronomica nell’emisfero nord e non cadrà il 21 almeno fino al 2102.
In cosa consiste l’equinozio di primavera
Dal latino aequus (uguale) e nox (notte), “notte uguale”, l’equinozio racchiude in sé l’istante preciso in cui il Sole si trova esattamente sopra l’equatore terrestre e i raggi solari arrivano perpendicolari all’asse della Terra. Si verifica così il fenomeno per cui giorno e notte hanno quasi la stessa durata in tutto il mondo, con circa 12 ore di luce e 12 di buio. Solo durante questo particolare fenomeno astronomico, infatti, il Sole sorge esattamente a est e tramonta a ovest, mentre la linea tra luce e buio passa per i poli terrestri. La conseguenza è che, nell’emisfero nord, le giornate cominciano ad allungarsi, mentre in quello sud ha inizio l’autunno.
Le motivazioni astronomiche dietro la data
Ciò che incuriosisce davvero, però, è il fatto che la primavera non coincida sempre con il 21 marzo: è accaduto, per esempio, nel 2003 e nel 2007. La data dipende dal tempo che la Terra impiega per orbitare attorno al Sole, pari a circa 365 giorni e 6 ore. Sono proprio queste ore in eccesso che si accumulano nel tempo, a determinare lo slittamento dell’equinozio, uno scarto che viene solo in parte compensato dagli anni bisestili. Non è solo una questione di calendario, quindi ma un passaggio potente, in cui luce e buio si bilanciano prima di lasciare spazio a giorni sempre più lunghi. È il momento in cui la natura riprende il suo ritmo, e con essa anche noi, inviatati a rinnovarci in questo nuovo inizio.




















