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Al via l’Italian Design Week con ambassador l’architetto Mario Cucinella

Quest’anno l’evento a Washington taglia il nastro della sua quinta edizione incentrandosi sul tema della rigenerazione urbana

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È tutto pronto per l’apertura a Washington della Italian Design Week, la rassegna internazionale che celebra il design, l’architettura e l’eccellenza del made in Italy promuovendo innovazione, sostenibilità e relazioni commerciali. Un appuntamento sostenuto dall’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti, dove l’evento ha sede, e promosso da IMARK, il rinomato business accelerator con sede nella capitale americana guidato da Roberta Marcenaro Lyon. Quest’anno anche la Sicilia sarà protagonista, con l’architetto palermitano Mario Cucinella, ambassador dell’edizione.

I temi dell’Italian Design Week 2026

Quest’anno l’evento taglia il nastro della sua quinta edizione incentrandosi sul tema della rigenerazione urbana. Ci sarà l’élite dell’imprenditoria, dell’architettura e della politica da una sponda all’altra dell’oceano nella moderna sede della missione diplomatica italiana, realizzata a breve distanza dalla Casa Bianca e dal Campidoglio dall’architetto Piero Sartogo nel 1996 in sostituzione della precedente dimora dell’ambasciata in un più piccolo edificio neo-rinascimentale.E, ancora una volta, verrà posto l’accento sul ruolo del design industriale italiano, non solo inteso come segno dell’identità creativa del Bel Paese e strumento di soft power declinato in tutti i settori produttivi, ma anche quale pilastro delle relazioni tra Italia e USA, pur senza dimenticare gli elementi di transizione dovuti alle mutazioni e alle incertezze che in questi ultimi mesi stanno incidendo nel commercio internazionale. 

Il ruolo di Mario Cucinella

Ambassador di questa edizione della della Italian Design Week, intitolata Regeneration, è l’architetto palermitano Mario Cucinella, fondatore di MCA – Mario Cucinella Architects, noto a livello internazionale per la visionarietà della sua progettazione sostenibile, che sposa l’innovazione tecnologica alla sensibilità ambientale. Un ruolo che rafforza l’impegno dell’evento verso le nuove interpretazioni di una società e un’economia “rigenerativa”, con espressioni nel contempo culturali, industriali, urbanistiche, ecologiche e sociali. A Washington verrà insomma focalizzata l’esperienza del gruppo di lavoro di Cucinella, ormai tra i leader nella trasformazione degli spazi urbani globali secondo una visione che intreccia architettura, industria, città e società allo scopo di promuovere modelli di sviluppo sostenibile e inclusivo. 

Mario Cucinella porta a Washington la sua filosofia radicata nella bio-architettura e nel design bio-ispirato: “L’architettura vista non come mera costruzione ma come relazione empatica tra uomo, natura e tecnologia” fa sapere. Vale e dire ascolto del contesto, rigenerazione degli spazi e risposta poetica alle sfide climatiche. Valori del resto veicolati da alcuni suoi noti progetti iconici, come il Centro Città per l’Ambiente a Reggio Emilia e il padiglione bio-ispirato per Expo Milano.

La mostra Sustainability Box

Oggi, viene inoltre inaugurata la mostra del designer palermitano sulla Sustainability Box: “Una scultura itinerante realizzata come totem di carte in pannelli di legno narranti, che invita i visitatori a ripensare il rapporto uomo-natura attraverso storie di sostenibilità, bio-ispirazione e diplomazia culturale”.

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Un’esperienza giocosa e interattiva per rinnovare il dialogo sul futuro, trasformando la ricerca progettuale in strumento di rigenerazione condivisa. Un tema, quest’ultimo, “ormai centrale in ambito urbanistico e architettonico, ma anche industriale” ha sottolineato Roberta Marcenaro Lyon, CEO di IMARK. Si tratta di andare oltre alla semplice sostenibilità, per ideare insieme ai grandi industriali e designers i nuovi spazi del domani: inclusivi, verdi e tech. Occorre ripensare il tessuto urbano come siamo abituati a vederlo finora, per disegnare lo skyline del futuro. Estendendo questo concetto, la rigenerazione potrà essere la risposta alle crisi sistemiche globali. La scelta di Mario Cucinella è stata quindi conseguenziale: lui è un precursore di un design fortemente orientato alla cura di luoghi, territori e relazioni”. 

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Un tema applicabile non solo all’ambito urbano e industriale, ma anche a quello diplomatico: “lo stesso paradigma del Made in Italy – ha concluso Marcenaro Lyon- potrà evolversi in quello di Made by Italians”. 

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