Palermo piange Michele Giglio, imprenditore che negli anni sessanta fondò in città l’omonima azienda di abbigliamento, destinata a diventare un punto di riferimento a livello internazionale. Una figura a metà tra la tradizione e l’innovazione, le cui intuizioni sono state preziose per porsi al centro del settore. Ad annunciare la sua scomparsa, avvenuta all’età di 86 anni, è stato il consiglio di amministrazione del marchio.
“Fondatore visionario e guida instancabile, è stato un uomo che ha saputo guardare al mondo restando sempre profondamente legato alle proprie radici e alla sua Palermo. Animato da una gentilezza d’altri tempi e da una passione sconfinata per la moda, ha dedicato la vita al sogno di una citta’ sempre elegante e all’avanguardia. Il suo esempio di dedizione e integrità resterà per sempre la nostra bussola”, si legge nella nota.
La storia di Michele Giglio
L’intera vita di Michele Giglio è stata dedicata al mondo della moda e del retail. Aveva ereditato dalla bottega di tessuti e merceria di famiglia, situata in via Ponticello, una traversa di via Maqueda, gli insegnamenti fondamentali del mestiere: passione per i dettagli e attenzione per la clientela. Lì le signore compravano il tessuto a metro per confezionare da sé gli abiti. Sotto la sua gestione, la merceria divenne invece un vero e proprio negozio d’abbigliamento, trasferendosi poi in nuovi spazi espositivi che sarebbero presto diventate le boutique di Giglio S.p.A. tra piazza Croci e via Libertà, in seguito alla trasformazione da ditta individuale a S.r.l. avvenuta nel 1970.
Sebbene negli anni più recenti a gestire l’impresa, oggi quotata anche in borsa, siano stati i figli Giuseppe e Federico, Michele Giglio ha continuato a essere un volto tra i nomi più riconoscibili dell’imprenditoria, anche a livello internazionale. Con la nascita dell’e-commerce, infatti, il brand si è rivolto al mercato globale, con ampio successo. Inizialmente, il suo fondatore nutriva inevitabilmente una certa riluttanza nei confronti delle vendite online, ma presto si sarebbe ricreduto. Tra tradizione e innovazione, ma con in mente lo stesso obiettivo di sempre: portare avanti il patrimonio del Made in Italy.



















