Per Alessio Lo Bello Architetti, progettare significa ascoltare e restituire armonia. Ogni opera è un dialogo tra paesaggio e interiorità, un equilibrio tra misura, materia e luce. Dalle dimore immerse negli ulivi alle ville sospese tra cielo e terra, la sua poetica reinterpreta la memoria siciliana in chiave contemporanea, trasformando lo spazio in esperienza spirituale e consapevole.
Tra arte e architettura, una ricerca interiore
Lo Studio Lo Bello fonda la propria identità su un metodo corale, fatto di scambio e collaborazione: “Crediamo che la qualità del risultato derivi non solo dal talento individuale, ma dalla capacità di lavorare insieme con affidabilità e coesione”. Un linguaggio contemporaneo che intreccia sostenibilità, memoria, tradizione, genius loci e spiritualità, in una visione olistica dell’abitare.
Alessio Lo Bello, nato a Termini Imerese, si laurea in Architettura allo IUAV di Venezia nel 2008. Nello stesso periodo avvia una sperimentazione sulla Fotografia come arte astratta: sperimentazioni ermeneutiche, realtà invisibili, irrealtà visibili, con la quale partecipa ad alcune mostre a Napoli e Milano. Dopo tre anni di esperienza nello studio di Francesco Venezia a Napoli, rientra in Sicilia e apre il proprio studio a Termini Imerese.
Nel 2018 riceve il Premio Nazionale di Architettura, curato da Luigi Prestinenza Puglisi, occasione che segna la nascita dell’amicizia con lo storico William J.R. Curtis. Dal 2020 al 2022 partecipa alla serie televisiva svedese “Husdrömmar Sicilien” prodotta dalla SVT, come progettista del giardino di Palazzo Cirillo, collaborando con l’interior designer Marie Olsson Nylander.
Lo studio accoglie giovani architetti e collaboratori da tutta Europa valorizzando la contaminazione culturale come risorsa per mantenere uno sguardo dinamico. Oggi collaborano con Lo Bello gli architetti Alessandro Massaro, Luca Rinaudo, Simone Spampinato e Alessandra Fazio, interior designer.
Lo studio opera nel campo dell’architettura residenziale di alta qualità, con ville e abitazioni dove comfort, eleganza e paesaggio dialogano armoniosamente. Accanto a questa attività, si occupa di restauro e ristrutturazione del patrimonio storico, fondendo coerenza estetica, funzionalità e arredi su misura. Oltre alla riscoperta delle tecniche tradizionali, lo Studio pone grande attenzione, grazie anche alla collaborazione con Giovanni Bova della Bigmat – Edil Bova s.r.l., alla scelta delle migliori e innovative soluzioni edilizie oggi presenti in commercio.
La progettazione si fonda su principi di sostenibilità e bioclimatica, sull’uso consapevole dei materiali e sulla valorizzazione della luce naturale. Le ispirazioni di Alessio Lo Bello nascono dalla memoria siciliana, dai contrasti di luce e colore e dal dialogo con i maestri del Novecento. Nei progetti dello studio, estetica e funzionalità si fondono in un’unica visione, dove ogni dettaglio diventa esperienza di vita. Tra gli interventi pubblici più recenti, due asili nido a Bagheria, la riqualificazione del quartiere Rabato ad Agrigento e il complesso parrocchiale Santa Rosa da Lima a Palermo.
Oggi lo studio guarda agli investitori esteri in Sicilia, nel segno di una bellezza che evolve, ascolta e dura nel tempo. “L’architettura dovrebbe sempre giungere chiara alla parte più intima del nostro essere. La sfera emotiva è molto più vasta e più estesa di quella razionale, per questo riteniamo che l’architettura debba, quando le è concesso, farsi poesia”.
Così l’architettura diviene vibrazione, armonia tra materiali e forma, qualcosa dove le tensioni trovano il loro punto di equilibrio, dove materia e luce si definiscono reciprocamente attorno quel vuoto, lo spazio, che rappresenta la parte più impalpabile della sua essenza. “I materiali diventano tatto, odore, emozione e ricordo, e attraverso evocazioni e narrazioni inattese essi comunicano con la nostra parte più intima, definendo una piena esperienza architettonica”.








Villa Solis: un progetto per abitare il tempo
Sull’altopiano di contrada Serre a Ciminna, tra colline argillose e rilievi gessosi affacciati sulla valle del fiume San Leonardo sorge Villa Solis, un’architettura che nasce da un’esplorazione sensoriale del paesaggio siciliano e dialoga con il tempo, la luce e la spiritualità dell’uomo. La villa si insedia con discrezione sul crinale nord, orientata sull’asse a est-ovest accogliendo alba e tramonto in un ritmo antico. Un percorso tra querce e luce filtrata conduce a un patio silenzioso con focolare centrale, soglia tra il mondo esterno e interno. Da qui si snoda l’asse delle acque, un percorso simbolico che unisce la vasca calda, la piscina e lo spazio ipogeo, luogo di meditazione illuminato da luce zenitale. Un rifugio che celebra l’armonia dove architettura e natura coincidono, riscoprendo lentezza e sacralità del vivere.

Casa G|C, un rifugio di legno tra gli ulivi
Sospesa tra il mare di Termini Imerese e le colline siciliane, Casa G|C è un piccolo manifesto di architettura rurale contemporanea, essenziale e sostenibile, profondamente connessa al paesaggio. Immersa in un uliveto secolare attraversato da un torrente e dominato dall’antico Acquedotto Cornelio, si inserisce nel territorio come un volume discreto che dialoga con la natura senza imporsi. Il legno, materiale costruttivo e di finitura è protagonista. La struttura in Xlam e l’involucro in larice naturale realizzati da Isolpan di Giuseppe e Sabrina Ricotta garantiscono efficienza energetica e un aspetto che muta nel tempo. Un ampio living con vetrate annulla i confini tra dentro e fuori, mentre pavimentazioni naturali e una cucina all’aperto estendono la continuità del progetto. Casa G|C è un rifugio sostenibile, un gesto poetico dove il design si fonde con il paesaggio e diventa esperienza sensoriale.

Fotografie di: Dario Scorsone
Garden Design Palazzo Cirillo: un hortus contemporaneo tra memoria e natura
Il recupero del giardino di Palazzo Cirillo a Termini Imerese, che nasce dalla collaborazione con l’interior designer svedese Marie Olsson Nylander, proprietaria del palazzo, viene raccontato nella serie “Husdrömmar Sicilien” di SVT restituendo identità e vivibilità a un luogo storico attraverso il dialogo tra architettura, natura e artigianato locale. Il progetto intreccia memoria, tecniche tradizionali e materiali naturali in uno spazio da vivere in ogni stagione: un living ombreggiato dal glicine, una cucina con forno a legna, un tavolo in asse con il ninfeo e una vasca per l’estate. Le pavimentazioni in battuto romano in calce e graniglia di pietre miste, realizzate grazie all’esperienza di Gianni Nerobutto di Calchèra San Giorgio, esprimono l’essenza di un hortus contemporaneo dove le tecniche della tradizione e il genius loci si fondono in armonia tra memoria e quotidianità.



















