Giulia Fici
Giulia Fici
Giornalista pubblicista e laureata in Scienze della Comunicazione a Unipa, collabora con BE Sicily Mag da marzo 2023. Ama scrivere di moda, cinema, serie tv e lifestyle, leggere classici e viaggiare alla scoperta di nuove culture.

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Caro carburanti in Sicilia: ipotesi blocco dello Stretto di Messina per protesta

Pesca siciliana in allarme: valutata una protesta simbolo il 1° maggio per chiedere misure urgenti contro il caro diesel e salvare il comparto

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Giulia Fici
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Nel pomeriggio del 20 aprile, l’Associazione pescatori marittimi professionali, in sintonia con la Federazione armatori siciliani, ha preso parte a un’assemblea a porte chiuse, nel Siracusano, per stabilire le modalità di protesta contro il caro carburanti. Tra le ipotesi c’è quella di bloccare lo Stretto di Messina in occasione del 1° Maggio.

Al vaglio lo Stretto di Messina

Il blocco dello Stretto di Messina coinvolgerebbe direttamente i tanti pescherecci in arrivo quel giorno e provenienti da tutte le marinerie, siciliane e calabresi. A spiegare la situazione è Fabio Micalizzi, presidente della Federazione armatori siciliani (Fas): “Vogliamo far sentire la nostra voce al governo Meloni che quando era all’opposizione diceva di impegnarsi per le accise, per il caro carburanti e per tanto altro, mentre oggi non ha fatto niente né per gli utenti né, tanto meno, per le categorie produttive”.

“Il comparto pesca – continua Micalizzi – chiede un intervento immediato del governo per mettere un tetto massimo al prezzo del diesel. Senza questo si corre il rischio di licenziamento dei dipendenti degli armatori e che barche possano essere messe in vendita oppure avviate alla demolizione. Qualcuno degli associati addirittura ha avanzato la possibilità di cambiare bandiera ed iscrivere le barche o a Malta o addirittura in Tunisia dove i pescherecci pagano il carburante 30 centesimi al litro”.

La protesta degli autotrasportatori siciliani

Quella avanzata dalla Federazione armatori siciliani non è la prima richiesta di intervento sul tema del caro carburanti. La scorsa settimana infatti, a protestare erano stati gli autotrasportatori dell’Isola, con un’adesione pari al 90% delle imprese del settore. In quell’occasione, il Comitato Trasportatori Siciliani aveva bloccato, per cinque giorni, il blocco delle operazioni di carico e scarico dei semirimorchi dalle navi, con ripercussioni sull’intero sistema logistico siciliano. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Unatras, che ha confermato un nuovo stop all’autotrasporto dal 25 al 29 maggio prossimi.

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