Per la rubrica CNN Travel, la testata statunitense ha scelto di raccontare Savoca, borgo siciliano di 1749 abitanti in provincia di Messina. Un paese che, grazie a una fortunata coincidenza, è entrato nella storia del cinema, diventando celebre a livello globale. Il merito è di alcune scene de Il Padrino, cult che vede Al Pacino nei panni del boss mafioso Michael Corleone. La giornalista Silvia Marchetti, attraverso un’intervista a Enza Trimarchi, allora giovane comparsa nel film firmato da Francis Ford Coppola, ripercorre l’evoluzione del paesino, segnato da un prima e un dopo legati proprio alla pellicola.
Il racconto di Enza Trimarchi a CNN
Erano gli anni Settanta quando la storia di Savoca cambiò. “Fui approcciata da un membro del team di Coppola, che mi chiese se volessi lavorare”, ha raccontato Enza Trimarchi alla CNN in merito al periodo delle riprese. “Ricordo che venne tanta gente da tutte le province per essere selezionata. Io ero entusiasta, così giovane (22 anni ndr). Non c’era nulla a Savoca, non avevamo neanche l’acqua corrente e bevevamo l’acqua piovana raccolta nella cisterna. Non c’era nemmeno la televisione”.
Dal momento dell’uscita del film, Savoca, tra le locations usate per l’esilio di Michael Corleone, diventò la più visitata. Come spiega la giornalista Silvia Marchetti, il borgo ha accolto con favore l’associazione al film, nonostante il conseguente flusso turistico abbia trasformato la vita quotidiana degli abitanti e abbia contribuito alla romanticizzazione degli stereotipi sulla mafia.
I tour di Savoca a tema Il padrino
L’articolo continua spiegando che Savoca riceve grandi numeri di turisti tra aprile e ottobre, soprattutto passeggeri di navi da crociera che fanno tappa nel porto di Messina. Da lì, prendono parte ai tour guidati a tema Il Padrino che includono visite al piccolo insediamento e il vicino Castello Degli Schiavi, una villa ottocentesca nella vicina Fiumefreddo, dove soggiornò il personaggio interpretato da Pacino.
Enza Trimarchi racconta inoltre come, a volte, le venga chiesto dai tour operators di incontrare i visitatori, di firmare loro autografi o di parlargli del film. “Può essere estenuante. Io lo faccio gratis, mentre molte altre persone, anche del borgo, hanno fatto un sacco di soldi grazie al film”.
Savoca e l’overtourism: “A volte è troppo”
Nell’articolo di CNN sono poi menzionati i luoghi più gettonati dai visitatori, come il Castello degli Schiavi e il centro del paese in generale. «Durante la bassa stagione invece Savoca rimane tranquilla. Il legame con il film è più visibile lungo la strada tra la chiesa e la piazza principale, dove i visitatori scattano foto ricreando scene dalla sequenza del matrimonio. E al Bar Vitelli, dove Michael Corleone chiede la mano di Apollonia» scrive l’autrice dell’articolo.
A intervenire, anche Vincenzo Pasquale, a sua volta comparsa nel film di Coppola come proprietario del Bar Vitelli: “Da quando sono arrivate le navi da crociera circa vent’anni fa, i turisti sono diventati troppi. In alcuni giorni intasano le strade e devo suonare il clacson per riuscire a passare. Alcuni si arrabbiano”.
Il ricordo de Il Padrino
Nonostante il grande flusso turistico comporti non solo entusiasmi, ma anche dei problemi, i due savocesi ricordano con affetto quel periodo della loro vita che ha segnato per sempre il borgo. «Pasquale e Trimarchi descrivono entrambi il loro ruolo come trasformativo. Si emozionano ancora quando pensano al loro incontro con Hollywood e alle persone che lo hanno reso possibile» si legge ancora nell’articolo.
“Non erano per nulla pomposi, le camere non mi hanno spaventato”, ha concluso Vincenzo Pasquale. “Erano molto semplici e ci hanno dato un’incredibile opportunità di far splendere il nostro paese nel film. Quel film è stato una vera manna dal cielo”.




















