Lampedusa è un’isola abituata a convivere con le distanze. Ma quest’anno, ancor più che in passato, quelle distanze sembrano accorciarsi. Lo scalo si prepara a un’estate che porterà sull’isola i riflettori del mondo. Da un lato la visita del Papa, prevista per il 4 luglio, dall’altro il lavoro avviato sul mercato francese, che potrebbe aprire una stagione diversa per il turismo internazionale.
“Lampedusa vivrà un’estate complessa e straordinaria – spiega Luigi Genovese, presidente dell’Azienda Siciliana Trasporti – La visita del Papa richiederà un’organizzazione imponente: sicurezza, logistica, gestione dei flussi. Parliamo di un’isola di settemila abitanti che in un solo giorno potrebbe accogliere 25 mila presenze. E noi ci faremo trovare pronti”.

La nuova governance di AST e la strategia per le prossime stagioni
Un banco di prova che arriva in un momento di trasformazione interna: “Il cambiamento più significativo è partito dall’aggiornamento della governance – racconta Genovese – Da settembre abbiamo ridefinito obiettivi e missione, impostando da subito una linea programmatica chiara per il futuro. Nel settore aeroportuale l’aggiornamento è costante. Mentre ci prepariamo all’estate in arrivo, stiamo già lavorando alle strategie per le stagioni successive”.

La novità è che Lampedusa vuole raccontarsi oltre le narrazioni che l’hanno spesso definita. Per questo AST ha scelto di puntare sul mercato francese, uno dei più promettenti: “È un target strategico – spiega il presidente – I francesi sono già tra i primi visitatori della Sicilia e hanno abitudini di viaggio che si adattano perfettamente ai mesi di spalla. Il vero ostacolo è culturale. Lampedusa viene percepita come frontiera dell’immigrazione più che come destinazione turistica”.
Per questo, per far cambiare prospettiva ai cugini d’oltralpe, è stato organizzato un educational con testate francesi specializzate in turismo: “Il primo passo è smontare il pregiudizio, mostrare l’isola per ciò che è davvero. Se la risposta sarà positiva, potremo lavorare a collegamenti diretti nei prossimi anni. Inoltre, il mercato italiano è saturo nei mesi centrali. Non possiamo accogliere più persone. Per destagionalizzare dobbiamo puntare su Paesi con calendari scolastici diversi, come Francia e Germania. Il turismo francese è ideale per aprile, maggio, ottobre: sono periodi in cui l’isola può offrire esattamente ciò che cercano”.
“Quest’anno siamo riusciti ad anticipare l’avvio dei voli nazionali a fine marzo e a prolungarli fino alla prima settimana di novembre – sottolinea Genovese – Lampedusa ha potenzialità enormi, dal trekking, alla biodiversità e a tutte le attività naturalistiche. Sono esperienze che non si possono vivere in piena estate e che possono attrarre un turismo diverso”.
La comunità lampedusana: resilienza, accoglienza e identità dell’isola
La distanza dalla terraferma fa di Lampedusa un luogo unico, quasi sospeso: “La comunità lampedusana è straordinaria. Forte, capace di affrontare situazioni complesse con un senso di umanità che altrove è meno marcato”. La concretezza vive nelle piccole cose, a partire dalla nella naturalezza con cui i lampedusani aprono le porte di casa ai migranti quando l’isola è sotto pressione, ma anche dalla capacità di affrontare emergenze che paralizzerebbero intere città.
Sul fronte infrastrutturale, l’aeroporto è recente, ma non immobile. “L’aerostazione è moderna e funzionale, ma vogliamo migliorarla ulteriormente – ci tiene a precisare Genovese – Stiamo predisponendo la documentazione necessaria per avviare nuovi investimenti con il supporto della Regione Siciliana”.
Lampedusa punta alla sostenibilità: fotovoltaico, accumulo ed eolico compatibile
La sostenibilità è un asse centrale. “Vogliamo avviare un percorso per rendere l’aeroporto completamente eco–compatibile – spiega – L’idea è puntare su fotovoltaico, soluzioni innovative per l’accumulo energetico e, dove possibile, anche sull’eolico di nuova generazione, compatibile con la sicurezza del volo”. Il percorso è già avviato: “Abbiamo un distillatore che ci permette di approvvigionare i Vigili del Fuoco senza utilizzare acqua potabile. L’obiettivo è ampliare questo approccio e costruire un’infrastruttura totalmente a impatto zero. Inoltre, stiamo lavorando a un restyling degli spazi, per rendere l’esperienza dei passeggeri più piacevole, valorizzando al tempo stesso l’identità dell’isola”.

Un’identità che passa anche dall’arte. “Abbiamo una mostra permanente con le opere di Antonello Blandi, che ha contribuito alla brand identity dell’aeroporto. I passeggeri la apprezzano molto”. E sono in arrivo nuovi allestimenti, nuovi banchi check–in, nuovi spazi pensati per accogliere e raccontare. “Lampedusa ha potenzialità enormi – conclude Genovese – Il nostro compito è farle emergere, accompagnando l’isola in un percorso di crescita e mostrando ciò che può offrire. È una sfida, ma anche una straordinaria opportunità“.



















