C’è chi nella vita sceglie un unico binario e chi, per indole e talento, decide di esplorare più territori, eccellendo in ognuno di essi. Giulia Noera è una giornalista, professionista della comunicazione e campionessa di nuoto Master italiana. Palermitana, inizia la sua carriera negli anni ’90 come volto televisivo, diventando la prima conduttrice del programma cult Opinion Leader e lavorando contemporaneamente come portavoce istituzionale e politica. Da sempre legata alla rinascita culturale della Sicilia, ha curato l’ufficio stampa e la comunicazione di prestigiosi eventi teatrali e cinematografici sul territorio. Parallelamente alla sua attività professionale, porta avanti una straordinaria carriera nel nuoto Master agonistico: atleta di livello internazionale, ha conquistato l’oro ai Campionati Europei di Roma 2022 e, più recentemente, ha dominato i Tunisian Open Masters conquistando ben quattro medaglie d’oro. Una vita vissuta sul filo del cronometro e della notizia, dove la vasca e la professione si fondono in un unico, straordinario percorso guidato dalla determinazione.
In questa intervista esclusiva a BE Sicily Mag, Giulia Noera si racconta a 360 gradi: dagli esordi in TV alla rinascita culturale della sua Sicilia, fino ai trionfi in corsia che l’hanno portata sul tetto d’Europa e d’Africa.
Dagli esordi in TV alla comunicazione istituzionale
Nel corso della sua carriera ha spaziato dal giornalismo alla comunicazione istituzionale, fino allo sport, guidata sempre dalla determinazione, caratteristica che la contraddistingue.
“Lo sport mi accompagna fin da quando ero molto piccola. Ho iniziato a competere a 8 anni e da allora non ho mai smesso. L’istinto principale è sempre stato quello di mettere alla prova me stessa. Questo, anche nella mia vita lavorativa, è emerso prepotentemente. Non ho mai seguito una sola strada, anche dal punto di vista professionale, e questo mi ha regalato la possibilità di vivere esperienze differenti. Negli anni ’90 sono stata una giornalista televisiva: sono stata, ad esempio, la prima conduttrice di Opinion Leader, un programma ‘cult’ che ha poi fatto scuola. Conducevo il Tg ma, contemporaneamente, mi occupavo di fare la portavoce di esponenti politici dell’epoca. Insomma, mi piaceva mettermi alla prova in cose differenti e probabilmente il fil rouge è stato proprio questo”.
Palermo e la rinascita culturale della Sicilia
Nel suo lavoro da giornalista ha raccontato un territorio ricco, ma complesso e carico di contraddizioni.
“Per fortuna, proprio gli anni ’90 hanno messo Palermo in pole position dal punto di vista culturale. La riapertura del Teatro Massimo segnò un’epoca molto florida per la rinascita culturale della città. Questa ondata di eventi è stata fondamentale per raccontare un’altra Sicilia rispetto a quella conosciuta internazionalmente, legata agli stereotipi. Da lì in poi è stato un crescendo e oggi, per fortuna, Palermo è riconosciuta in tutto il mondo come una capitale culturale di ottimo livello. Da sempre sono soprattutto innamorata del cinema. Ho lavorato parecchio nel cinema in passato e sogno un festival internazionale generalista e non soltanto legato ad ambiti particolari”.

“All’acqua, maestra di tutto”
Una sportiva di livello internazionale che riconosce l’acqua come la sua casa. L’acqua è infatti, per Giulia, un elemento naturale e accogliente dal quale non può separarsi.
“Il mio mantra è ‘All’Acqua, maestra di tutto’. In questa breve frase è rappresentato totalmente il mio rapporto con l’acqua. Io vivo in acqua: anche quando sto fuori, la mia testa è immersa nel ristoro che l’acqua mi concede da tutta la vita. Conciliare il tutto, chiaramente, è abbastanza complicato: per fortuna ho sempre fatto un lavoro che non necessitava di ‘timbrare un cartellino’ – non penso avrei potuto, per indole – e questo mi ha costretto a organizzarmi. Ho sempre nuotato alle 6 del mattino, prima della scuola e prima di lavorare, così come, sempre negli anni ’90, uscivo dall’acqua alle 23.30. Per me ne è valsa sempre la pena, anche quando era durissima. Ho sempre pensato che il mondo Master fosse meraviglioso perché è accogliente: c’è chi si è approcciato allo sport a 35, 40 o 50 anni ed è una cosa sana, sia per il fisico sia per la mente. E c’è chi, come me, di fatto non ha mai smesso e dunque ha la velleità di competere in giro per il mondo, con avversari di ‘pari grado’ e riscontri cronometrici che sono quasi gli stessi di vent’anni fa. Entrambe le espressioni sono, a mio avviso, degne e bellissime. L’importante, come sempre, è starci bene ed essere sé stessi”.
I successi internazionali e le quattro medaglie d’oro in Tunisia
Giulia Noera è anche l’unica atleta ad aver rappresentato la Sicilia ai Tunisian Open Masters e a vincere quattro medaglie d’oro.
“È il secondo anno consecutivo che vado in Tunisia per gli Open africani e posso solo parlarne in maniera eccellente. Questa manifestazione ha per loro un valore assoluto e viene organizzata con l’egida del Ministero dello Sport, in maniera impeccabile, da Moez Maouachi, instancabile supervisore di ogni dettaglio. Tornarci è stato un estremo piacere: mi sono sentita ‘coccolata’ e spronata a fare delle buone gare, anche come ‘dimostrazione’ in un Paese che sta aprendo moltissimo allo sport. È andato tutto per il meglio”.

L’emozione dell’Europeo di Roma 2022
Pur tra mille difficoltà, le prestazioni di Giulia Noera fanno scuola anche in Italia, con diversi titoli vinti.
“Il nuoto è decisamente uno sport individuale ma, paradossalmente, ci sono gioie che sono indimenticabili perché condivise. Per raccontare questo devo andare indietro di quattro anni e tornare ai Campionati Europei che si svolsero in casa, a Roma, nel settembre del 2022. Salire sul gradino più alto del podio al Foro Italico, con la tribuna gremita, in una staffetta sulla quale avevo scommesso in prima persona – le altre tre staffettiste erano mie amiche carissime non palermitane che avevo convinto, a inizio stagione, a ‘sposare’ con me questo progetto – battendo per tre decimi la squadra ungherese, mi ha fatto letteralmente piangere sul podio e non era mai successo. Ma c’era dietro una storia fatta di ‘cadute e resurrezioni’ che è stata suggellata nel modo più bello. Indimenticabile. Da un punto di vista tecnico e fisiologico, l’adattamento alla vasca da 50, dopo due anni passati ad allenarsi in vasca da 25, è letteralmente devastante. Scherzando, prima di partire per la Tunisia, la mia coach Cinzia Collura mi ha detto: ‘Portati la bussola!’. Per il resto, mentalmente, cerco sempre di mantenere il focus sull’obiettivo, lo faccio da sempre ed è la risorsa migliore che ho. Se dovessi definirmi con un aggettivo direi che sono una persona estremamente volenterosa. La testa, diceva mia madre, comanda su tutto!”.

Il nuoto sta per Giulia alla base di tutto, sia come disciplina sportiva sia come insegnamento di vita.
“La forza di volontà. È la capacità di saper soffrire, stringere i denti nei momenti più duri, lavorare sempre sodo, godersi il percorso anche quando è impervio e non arrendersi alla fatica”.
I prossimi obiettivi tra sport e scrittura
Per una forza della natura inarrestabile come Giulia Noera non mancano nuovi progetti, sia professionali sia in vasca.
“Per quanto riguarda il nuoto, mi aspettano i Campionati Europei che si svolgeranno a fine agosto in Slovacchia, a Bratislava. Questo significherà sacrificare un po’ l’estate, ma non è la prima volta. La scommessa sarà trovare una struttura disponibile anche ad agosto per accogliermi negli allenamenti. Da un punto di vista professionale, direi due cose: un libro che sto completando e che è un saggio su una particolare forma di disregolazione emotiva patologica e poi ho un sogno nel cassetto, ma questo non posso proprio svelarlo!”.
Che si trovi dietro la scrivania a scrivere un articolo, a gestire le PR di un grande teatro o a lottare contro il tempo nella corsia di una vasca olimpica, Giulia Noera dimostra che il talento non ha confini quando è sostenuto da una mente d’acciaio. Non resta che seguire il suo prossimo obiettivo verso Bratislava, aspettando di scoprire quale sarà il misterioso sogno professionale che ha deciso, per ora, di custodire nel cassetto.





















