Alessandro De Bartolomeo
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Formatosi a Palermo, è laureato in Scienze politiche con master in Sistemi di gestione qualità. Consulente d'impresa, si occupa di ambiente e servizi alle imprese. Sport, arte, film e fotografia le sue piccole passioni.

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Custonaci diventa Custonehenge per il Congresso internazionale di Archeoastronomia

In Sicilia ci sono tanti monumenti megalitici che possono essere osservati con curiosità

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C’è un filo antico, teso tra pietra e cielo, che attraversa la Sicilia da millenni. Un filo che torna a vibrare in queste giornate di giugno. Mentre l’Isola si prepara ad accogliere il solstizio che segna astronomicamente l’inizio dell’estate, Custonaci, cittadina in provincia di Trapani, accoglie alcuni tra i massimi studiosi mondiali di archeoastronomia, la disciplina che indaga gli orientamenti astronomici dei monumenti antichi, dal sorgere del Sole ai cicli lunari, dagli equinozi alle eclissi. Una scienza che unisce astronomia, archeologia, antropologia e storia delle religioni, e che in Sicilia trova un laboratorio naturale di rara ricchezza.

Il Congresso internazionale di Archeoastronomia

“Verranno scienziati a livello mondiale – aveva anticipato il sindaco di Custonaci, Fabrizio Fonte – per un evento patrocinato dalla Regione Siciliana, che darà nuova luce a un patrimonio ancora in parte inesplorato”. Tre giornate di incontri – dal 14 al 16 giugno – scandiscono il Congresso internazionale di Archeoastronomia, organizzato dal Centro Regionale per la Progettazione, il Restauro e le Scienze naturali ed applicate ai Beni Culturali dell’Assessorato regionale.

Tre le diverse sedi: San Cipirrello, sul Monte Arcivocalotto, presso la suggestiva Pietra Forata al Campanaro, Palermo, nella sede del Centro del Restauro, dove sarà possibile visitare anche una mostra fotografica dedicata ai siti megalitici siciliani, e infine proprio Custonaci, che domani chiuderà la tre giorni dell’archeoastronomia: qui l’appuntamento iniziale sarà all’alba, alle 5.30, gli studiosi saliranno sul Monte Cocuccio, davanti al misterioso trilite, mentre nel pomeriggio gli incontri proseguiranno nell’Aula Consiliare.

Tra i relatori figurano nomi di assoluto rilievo internazionale: Giulio Magli, del Politecnico di Milano, e Clive Ruggles, emerito dell’Università di Leicester, considerato uno dei padri dell’archeoastronomia moderna.

Il trilite di Monte Cocuccio: un calendario di pietra?

La scelta di Custonaci per il Congresso internazionale di Archeoastronomia non è casuale. Qui si trova il trilite – tre grandi blocchi disposti a formare una sorta di porta monumentale – che domina il paesaggio da un’altura che guarda il mare. La domanda che accompagna da anni questo enigmatico manufatto è semplice e vertiginosa: quanto è antico? E soprattutto: a cosa serviva?

“È certamente un osservatorio astronomico – spiega lo studioso Ferdinando Maurici – che inquadra l’alba al solstizio d’estate e il tramonto al solstizio d’inverno. La datazione non può essere stabilita con certezza, ma la natura megalitica dell’opera fa pensare alla preistoria agricola o alla protostoria». Un dettaglio affascinante: il trilite compare nella pittura della Madonna di Custonaci (fine XV – inizio XVI secolo –nda-) segno che già allora era percepito come un elemento identitario del territorio. Secondo Maurici, “poteva servire a computare il ciclo solare annuale, fissando come punti cardine i due solstizi: un vero e proprio calendario di pietra, costruito per orientare le comunità agricole”.

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Custonehenge e la Sicilia che “dialoga” con Stonehenge

Non è un caso neanche che il progetto che Custonaci sta portando avanti abbia un nome evocativo: Custonehenge. Un richiamo diretto al più celebre cerchio di pietre del mondo, Stonehenge, in Inghilterra, anch’esso orientato ai solstizi e al ciclo del Sole. Ma la Sicilia, per gli studiosi, non è affatto priva di strutture comparabili. Anche il territorio di Custonaci cosi gioca le sue carte.

“Il progetto riguarda i tanti monumenti megalitici presenti sul nostro territorio – spiega il sindaco Fonte – e sono davvero numerosi. Durante il Borgo dei Tesori Fest abbiamo aperto solo la cosiddetta Porta del Sole, ma ci sono anche il Cavallo del Sole e altri ancora”. L’isola infatti custodisce un mosaico di vari siti che sembrano dialogare tra loro: l’Argimusco di Montalbano Elicona, spesso definito “la Stonehenge di Sicilia”; i megaliti di Cava d’Ispica e Cocolicchio; le strutture di Monte Bubbonia e della Marcita; le pietre orientate di Poggio Roccella e Pietra Perciata e non solo. Un arcipelago di monumenti che suggerisce un’antica attenzione al cielo, forse più diffusa di quanto si sia finora creduto.

Una nuova frontiera scientifica (e turistica)

Per gli studiosi, la possibilità di osservare direttamente i siti, confrontare orientamenti, misurare allineamenti e verificare ipotesi sul campo apre scenari nuovi, tanto scientifici quanto storici. Ma anche il territorio guarda con interesse a ciò che potrebbe diventare un nuovo itinerario culturale e turistico, capace di unire natura, archeologia e astronomia. Custonaci, con il suo trilite la Porta del Sole unito agli altri, sembra pronta così a lanciare la sfida e diventare il cuore di questa rinascita. Un luogo dove la pietra parla ancora la lingua delle stelle.

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