Valle dei Templi di Agrigento, uno dei siti UNESCO in Sicilia
Valle dei Templi di Agrigento, uno dei siti UNESCO in Sicilia

Nasce la Fattoria Valle dei Templi, un nuovo modo di interpretare il Parco archeologico di Agrigento. La nuova realtà si propone come “uno spazio aperto e condiviso, dove il paesaggio archeologico dialoga con le produzioni biologiche e con una visione sostenibile della fruizione del territorio, offrendo un’occasione di scoperta sia ai residenti sia ai turisti”. La Fattoria sarà aperta al pubblico da oggi, 26 giugno 2026, con ingresso gratuito e senza prenotazione né obbligo di consumazione. È visitabile dalle 11 alle 15.30 e dalle 18.30 alle 22, con trenino elettrico gratuito dal parcheggio di Villaseta, di fronte alla caserma dei Vigili del Fuoco.

Un paesaggio agricolo tra archeologia e biodiversità

La Fattoria Valle dei Templi si estende su oltre 20 ettari all’interno del Parco Archeologico, restituendo al pubblico un paesaggio rimasto per lungo tempo poco accessibile. Tra uliveti, agrumeti, mandorleti, pistacchieti e orti biologici, i visitatori possono percorrere cinque sentieri immersi nella natura che conducono a tredici punti di interesse dedicati alla storia, all’archeologia, alla botanica e alla ricerca.

Lungo il percorso emergono testimonianze di epoche diverse, come un acquedotto greco, una chiesa rupestre bizantina, tombe dell’età del Ferro, il Baglio storico e numerose architetture rurali recuperate. L’esperienza è completata da scorci panoramici sulla Valle dei Templi e da un sistema di mobilità sostenibile che, grazie a un trenino elettrico gratuito dal parcheggio di Villaseta, consente di raggiungere facilmente l’area.

Un progetto che unisce agricoltura, ricerca e valorizzazione del territorio

L’iniziativa nasce dalla volontà dell’imprenditore Gianofrio Pagliarulo di trasformare un’antica tenuta agricola in uno spazio aperto alla comunità, dove convivono produzione agricola, tutela del patrimonio, ricerca scientifica e accoglienza. Durante la presentazione è stato spiegato che il recupero degli edifici storici ha coinvolto oltre cento maestranze tra artigiani e progettisti, con l’obiettivo di restituire valore a un patrimonio rimasto a lungo nascosto. Pagliarulo ha inoltre sottolineato come la ristorazione rappresenti uno strumento per sostenere economicamente il progetto, attraverso un innovativo modello di Agrifast Food che valorizza i prodotti coltivati nella tenuta senza perdere la vocazione agricola del luogo.

Una parte dei ricavi, è stato spiegato, contribuirà inoltre a finanziare programmi dedicati alla conservazione delle varietà vegetali siciliane e all’agrobiodiversità mediterranea, sviluppati in collaborazione con università ed enti di ricerca.