A distanza di cento anni dalla sua nascita, Palermo ha voluto omaggiare la memoria di Rosa Balistreri con un gesto simbolico. Nel quartiere Zisa è stata intitolata l’area pedonale di via Cipressi con l’inaugurazione di “Rosa canta e cunta“, la prima galleria permanente a cielo aperto di ceramica contemporanea totalmente dedicata alla cantautrice di Licata.
Il progetto
Promosso dalla Fondazione Made in Sicily insieme alla Fondazione Rosa Balistreri, il progetto rientra nell’ottica di riqualificazione urbana nata dall’impegno dei residenti del quartiere. Durante la serata gli artisti hanno presentato le proprie opere al pubblico: non sono mancati momenti musicali e performance dal vivo con i giovani del Centro Tau, oltre a una reinterpretazione in chiave rap del repertorio della cantautrice.
L’evento ha voluto ricordare una delle figure più autentiche della cultura popolare siciliana. Una donna capace di rappresentare, attraverso la propria voce, la Sicilia più autentica, quella della tradizione millenaria, delle battaglie sociali e del riscatto degli ultimi. Nella stessa circostanza, è stata inaugurata la prima galleria permanente en plein air di ceramica palermitana contemporanea, un percorso artistico composto da 13 opere dedicate a Rosa Balistreri, realizzate da alcuni tra i principali ceramisti del territorio.
Il programma proseguirà anche con ulteriori interventi artistici dedicati a Rosa Balistreri, tra cui il futuro murale firmato dallo street artist Giulio Rosk in via D’Ossuna, inserendosi nel più ampio percorso che accompagnerà Palermo verso il centenario della nascita dell’artista nel 2027.
Le dichiarazioni
Il presidente della quinta circoscrizione Andrea Aiello ha evidenziato il significato profondo dell’iniziativa:”L’intitolazione di questa area pedonale a Rosa Balistreri rappresenta un importante segnale di attenzione verso la cultura e la memoria collettiva. Il quartiere Zisa custodisce una storia ricca di tradizioni e oggi aggiunge un altro tassello al proprio patrimonio identitario”. Aiello ha inoltre ricordato l’importanza del percorso di riqualificazione urbana: “Questo intervento punta a riqualificare un’area notoriamente trascurata della città, dando supporto al meritorio lavoro dell’associazione spontanea dei residenti che ha fortemente voluto questa isola pedonale ed è già attiva per riqualificare quest’area”.
Ha espresso tanta soddisfazione anche Davide Grasso, capogruppo del Gruppo misto della V circoscrizione, promotore della mozione approvata dal Consiglio: “Questa intitolazione è il frutto di un percorso istituzionale condiviso e di una volontà comune di valorizzare il nostro territorio. Rosa Balistreri rappresenta il coraggio, la dignità e l’anima popolare della Sicilia. Dedicare a lei questo spazio nel Quartiere Zisa significa mantenere viva la memoria di una donna straordinaria e offrire ai cittadini un luogo che richiama i valori della cultura e dell’identità siciliana”.
“La donazione – ha dichiarato il presidente dell’Opera Pia Santa Lucia Gaetano Clemente – vuole esprimere il nostro sostegno al processo di riqualificazione urbana della via promosso dai residenti, attraverso la pedonalizzazione e la nascita del nuovo percorso artistico dedicato a Rosa Balistreri”. Gli fanno eco Maria Reginella e Vito Ferrantelli, a cui si deve l’istruttoria per il riconoscimento di Palermo città della ceramica curatori dell’esposizione “Rosa canta e cunta“: “Il riconoscimento ufficiale, da parte del ministero dello Sviluppo Economico, ai sensi della legge 188/90, di Palermo città di affermata tradizione ceramica, avvenuto lo scorso dicembre, ha rappresentato un momento particolarmente significativo per l’antica tradizione ceramica siciliana”.
Infine, Il presidente Giovanni Callea e il vicepresidente Davide Morici hanno spiegato: “Abbiamo deciso di attivarci in Via Cipressi quando abbiamo visto l’entusiasmo dei residenti e la chiara richiesta di una regia che aiutasse a definire nuovi confini culturali per questo pezzo di territorio. La pluralità di soggetti coinvolti dimostra che fare insieme è possibile oltre che necessario”.



















