Ci sono voci che non smettono di parlare al cuore. È il caso di quella di Rosa Balistreri, intensa e ribelle, che continua a raccontare la Sicilia autentica anche a distanza di decenni. Grazie a un dono di Felice Liotti, amico e custode della sua memoria artistica, nasce il Fondo Liotti: un archivio prezioso che raccoglie registrazioni inedite, fotografie e documenti unici legati alla cantautrice licatese.
L’eredità ritrovata di Rosa Balistreri
Non si tratta semplicemente di un archivio, ma di un tesoro che intreccia memoria storica e affettiva: ore di registrazioni mai ascoltate, materiali radiofonici, immagini rare e persino l’ultimo scatto che la ritrae sul letto di morte. Un’eredità di straordinario valore che racconta non solo la carriera dell’artista, ma anche la sua vita segnata da lotte, passioni e fragilità. È un ritorno potente, che restituisce a Rosa la centralità che merita nella memoria collettiva siciliana.
L’iniziativa si proietta verso il 2027, anno del centenario della nascita di Rosa Balistreri, la voce più autentica della Sicilia popolare: cantastorie e interprete intensa, che ha trasformato in canto la memoria dei lavoratori, delle donne e della sua terra, facendo della propria vita segnata da dolore e riscatto una testimonianza artistica universale. Una ricorrenza che sarà ricca di iniziative.
Un futuro che guarda al centenario
L’archivio sarà custodito all’interno del Made in Sicily Museum che aprirà a Palermo nel 2026, in una sezione autonoma interamente dedicata a Rosa. Intorno a questo nucleo prezioso si muove già un comitato di promozione guidato da Francesco Giunta, impegnato nel recupero e nel restauro del materiale, con l’obiettivo di realizzare un vinile commemorativo destinato a chi sostiene il progetto. Ma questo è solo l’inizio: dal Fondo Liotti nascerà una grande mostra e una serie di altre attività che hanno l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione la sua voce, che continua a parlare al cuore della Sicilia e del mondo, rinnovando il patto tra la sua musica e la storia di un popolo che in quelle note si riconosce ancora oggi.



















