Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Nasce il MIRA, il nuovo polo della ricerca e dell’arte di Messina che guarda al Mediterraneo

Presentato alla presenza del ministro Alessandro Giuli, il nuovo Mediterranean Institute for Research and Arts punta a trasformare Messina in un laboratorio internazionale di cultura, formazione e cooperazione tra Europa, Africa e Medio Oriente

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Messina si candida a diventare uno dei principali crocevia della cultura contemporanea nel Mediterraneo con la nascita del MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, il nuovo polo dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea.

Il progetto è stato presentato nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco Federico Basile, della rettrice dell’Università degli Studi di Messina Giovanna Spatari e dei rappresentanti del Ministero della Cultura impegnati nella cooperazione con l’Africa e il Mediterraneo allargato.

Promosso dal Ministero della Cultura, dal Comune di Messina e dall’Università degli Studi di Messina, con il supporto della Fondazione MAXXI, il MIRA nasce con l’obiettivo di creare un ecosistema culturale capace di connettere Europa, Africa e Medio Oriente, facendo della Sicilia un punto di riferimento internazionale per il dialogo artistico e culturale.

Giuli: “La cultura è il linguaggio più forte per costruire relazioni”

Per il ministro Alessandro Giuli, la scelta di far nascere il progetto proprio in Sicilia non è casuale. “Il MIRA non poteva che nascere in Sicilia, il punto d’incontro naturale tra culture, popoli e civiltà. Da Messina prende forma un progetto che considera il Mediterraneo non soltanto uno spazio geografico, ma un luogo di origine e di destino comune. Abbiamo il dovere di investire nella cultura come strumento di conoscenza, cooperazione e pace, soprattutto in un tempo segnato da tensioni e conflitti, perché la cultura resta il linguaggio più forte per costruire relazioni tra i popoli”.

Il ministro ha inoltre sottolineato come il nuovo istituto sarà “un luogo aperto”, nel quale ricerca, formazione e creatività contemporanea dialogheranno con il patrimonio storico e archeologico, trasformando Messina in un ponte ideale tra le due sponde del Mediterraneo.

Un progetto strategico per la città e il Mezzogiorno

Il sindaco Federico Basile ha definito il MIRA “una stella destinata a brillare ben oltre i confini della città e della Sicilia”, evidenziando come il progetto restituisca a Messina una posizione centrale nelle politiche culturali del Mediterraneo, in linea con la visione del Piano Mattei. Secondo il primo cittadino, il risultato è frutto di un lungo percorso condiviso tra istituzioni e territorio, “è un traguardo che appartiene a tutti. “L’ambizione è quella di trasformare il nuovo polo in una concreta opportunità di sviluppo culturale, sociale ed economico.

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Università e ricerca al centro della missione

La rettrice Giovanna Spatari ha ribadito il pieno sostegno dell’Università degli Studi di Messina, sottolineando il valore interdisciplinare dell’iniziativa. “L’Università degli Studi di Messina guarda a questo progetto con autentica convinzione, perché ne condivide profondamente la visione: creare uno spazio nel quale la ricerca, le arti e il patrimonio culturale si incontrano, superando i tradizionali confini disciplinari e promuovendo una conoscenza aperta, interdisciplinare e proiettata verso il futuro”.

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Il MIRA punta infatti a mettere in rete università, centri di ricerca, artisti e istituzioni internazionali, favorendo nuove forme di collaborazione scientifica e creativa.

Arte contemporanea, residenze e cooperazione internazionale

Il nuovo istituto raccoglie l’eredità del progetto MAXXI Med, ampliandone la portata grazie a una rete istituzionale più estesa e a una missione ancora più ampia.

Il programma prevede:

  • residenze artistiche internazionali;
  • programmi espositivi sperimentali;
  • attività di ricerca interdisciplinare;
  • percorsi di alta formazione;
  • collaborazioni tra artisti, comunità locali e partner internazionali.

Il focus sarà rivolto al Mediterraneo come spazio di confronto tra culture, valorizzando il patrimonio materiale e immateriale dell’area e contrastando i fenomeni di omologazione culturale.

Le sedi del MIRA e la rigenerazione urbana

Il nuovo polo avrà sede in due luoghi simbolo della città: le Torri Morandi e Villa Pace. Dopo gli interventi di riqualificazione, questi spazi diventeranno il cuore operativo del progetto, inserendosi in un più ampio percorso di rigenerazione urbana che interessa Messina e l’intero Mezzogiorno.

L’iniziativa rientra inoltre nella strategia nazionale del Ministero della Cultura dedicata alla cooperazione con l’Africa e il Mediterraneo allargato, riconosciuti come aree prioritarie per lo sviluppo di nuove relazioni culturali.

Messina e Reggio unite dall’arte di Piero Pizzi Cannella

La presentazione del MIRA è stata accompagnata dall’inaugurazione della monumentale installazione “La Fontana Ferma” dell’artista Piero Pizzi Cannella, collocata contemporaneamente sulle due sponde dello Stretto di Messina. Le opere sono state installate nell’area dell’ex Fiera di Messina, all’interno del nuovo Parco Urbano, e in Piazza De Nava a Reggio Calabria, trasformando simbolicamente lo Stretto in uno spazio di incontro e dialogo. L’iniziativa è stata realizzata attraverso i programmi ministeriali PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea e Il Museo Rigenera, dedicati rispettivamente alla valorizzazione dell’arte contemporanea e alla rigenerazione urbana.

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