Il 7 settembre 1945 nasceva a Messina Michele Parrinello. Il suo nome non è familiare come quello di uno scienziato televisivo, ma compare ogni volta che la ricerca deve simulare al computer il comportamento di atomi e molecole con una precisione capace di collegare fisica e chimica.
Nel 1985, insieme a Roberto Car, sviluppò il metodo Car-Parrinello. L’idea rese possibile seguire l’evoluzione degli atomi calcolando nello stesso processo la struttura elettronica del materiale, invece di separare rigidamente i due problemi.
Che cosa cambia con una simulazione
Un esperimento osserva un sistema reale; una simulazione costruisce un modello matematico e ne segue il comportamento. Nel caso della dinamica molecolare, l’obiettivo è capire come si muovono gli atomi, come si rompono o formano legami e come una sostanza reagisce a temperatura, pressione o altri stimoli.
Il metodo Car-Parrinello combinò la dinamica degli ioni con principi della meccanica quantistica. In termini semplici, permise di ottenere informazioni elettroniche accurate mentre il sistema simulato si muoveva. Fu un passaggio decisivo per studiare materiali, liquidi, superfici e processi chimici che sarebbero troppo rapidi, piccoli o complessi da seguire soltanto in laboratorio.
Non è una sostituzione dell’esperimento. I risultati dipendono dai modelli, dalla potenza di calcolo e dalle approssimazioni scelte. La forza sta nel dialogo: la simulazione suggerisce meccanismi, l’esperimento li mette alla prova e i due percorsi si correggono a vicenda.
Una carriera scientifica internazionale
Dopo la laurea in fisica a Bologna, Parrinello ha lavorato in grandi centri di ricerca europei. È professore emerito all’ETH di Zurigo e all’Università della Svizzera italiana, oltre ad avere collaborazioni con l’Istituto Italiano di Tecnologia.
I riconoscimenti ricevuti e l’elevato numero di citazioni mostrano l’impatto del suo lavoro. Nel 2024 Clarivate lo inserì fra i ricercatori considerati possibili candidati al Nobel per la chimica: una previsione bibliometrica, non una candidatura ufficiale e soprattutto non un premio già ottenuto.
Da Messina alla scienza globale
La biografia di Parrinello appartiene alla storia dei siciliani che hanno costruito la propria carriera in reti internazionali. Non è un racconto da ridurre alla formula della “fuga”: la ricerca di frontiera vive di laboratori, infrastrutture e collaborazioni che superano i confini nazionali.
Il legame con Messina resta però un punto d’origine significativo. Da lì comincia il percorso di uno scienziato che ha cambiato non una singola scoperta, ma il modo con cui migliaia di gruppi di ricerca formulano e verificano le proprie domande.



















