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Frame running, Giuseppe Averna sfida la SLA e conquista il record italiano. La medaglia ai medici che lo hanno aiutato

Il 66enne, affetto da Sla, ha stabilito la migliore prestazione italiana nei 1.500 metri di frame running della categoria T72. Al ritorno ha scelto di consegnare la medaglia all'équipe dell'hospice di San Cataldo come gesto di riconoscenza

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Giuseppe Averna, 66enne siciliano affetto da sclerosi laterale amiotrofica, comunemente conosciuta come SLA, è riuscito a conquistare la medaglia ai Campionati paralimpici di frame running disputati a Grosseto, firmando anche la migliore prestazione italiana di sempre nei 1.500 metri della categoria T72, fermando il cronometro a 6’10″10.

Una medaglia che vale molto più di un risultato sportivo: è il simbolo di una battaglia combattuta ogni giorno, ma anche il modo più autentico per dire grazie a chi, negli anni, gli è stato accanto nel percorso di cura. Una volta rientrato a San Cataldo, il corridore ha infatti scelto di dedicare il riconoscimento agli operatori dell’hospice.

La medaglia donata all’équipe dell’hospice

Averna ha consegnato la medaglia al personale dell’hospice dell’ospedale di San Cataldo, affidandola simbolicamente al responsabile dell’Hospice e dell’ambulatorio di Nutrizione clinica, Giuseppe Mulè. Un gesto nato dal desiderio di riconoscere il valore dell’assistenza ricevuta nel corso degli anni.

L’atleta ha spiegato come il percorso di nutrizione clinica seguito insieme al medico e il supporto garantito dall’équipe delle Cure palliative domiciliari abbiano avuto un ruolo determinante nel migliorare il suo equilibrio psicofisico. Un sostegno che gli ha permesso di continuare ad allenarsi, coltivare la propria passione per lo sport e affrontare nuove competizioni nonostante la malattia.

Una vittoria per tutti

Attualmente Giuseppe Averna è sottoposto a una terapia sperimentale che, secondo l’équipe sanitaria che lo segue, ha consentito finora di mantenere stabile la progressione della patologia. Ricevendo la medaglia, Giuseppe Mulè ha voluto trasformare quel riconoscimento individuale in un tributo collettivo, condividendolo idealmente con tutti i professionisti dell’Hospice e delle Cure palliative che ogni giorno affiancano pazienti e famiglie nei momenti più difficili.

La storia di Averna racconta il risultato della determinazione di un atleta che ha scelto di non rinunciare allo sport e della professionalità di un’équipe sanitaria che, attraverso cure, assistenza e vicinanza, gli ha permesso di continuare a guardare avanti. Una medaglia che, prima ancora di celebrare un record italiano, diventa il simbolo di un percorso condiviso fatto di fiducia, impegno e speranza.

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