Il prossimo 19 settembre a partire dalle 17 Piazza Università a Catania ospiterà la quarta edizione di “Bianchi di Sicilia – Il sole nel calice”, un appuntamento interamente dedicato ai vini bianchi con un fitto programma di degustazioni, masterclass, talk e spettacoli per raccontare un segmento che rappresenta ormai circa il 65% della produzione dell’Isola. Le cantine presenti saranno oltre cento. L’evento è organizzato da AIS Catania e AIS Sicilia, Piazza Scammacca e Sullaluna, in collaborazione con Expo.
L’anima di “Bianchi di Sicilia”
Attraverso “Bianchi di Sicilia” si può intercettare una trasformazione di questo settore già evidente nel calice: crescono i bianchi, cambiano i consumi e, con loro, la cultura del bere. L’elevato numero di cantine partecipanti rende facilmente percepibile la dimensione raggiunta dalla manifestazione e, soprattutto, l’interesse che il mondo produttivo attribuisce ormai al segmento dei bianchi. È per questo motivo che l’evento si pone l’ambizione di trasformarsi in un festival culturale costruito attorno a un fenomeno che sta modificando produzione, mercato, carte dei ristoranti e perfino il modo di pensare gli abbinamenti a tavola.
Le parole degli organizzatori
Come sottolineano Maria Grazia Barbagallo, vicepresidente di AIS Sicilia, e Nicola Vitale, ceo di Sullaluna: “In Sicilia la produzione dei bianchi sfiora oramai il 65%. Più che una moda si tratta di una trasformazione. La rivoluzione è dettata da stile di vita, grado alcolico, bevibilità. I fattori determinanti sono tantissimi. È probabilmente questa la chiave più interessante per leggere Bianchi di Sicilia”.
“Il successo del vino – aggiungono – non nasce semplicemente dalla capacità delle aziende di produrne di più. Accade esattamente il contrario: la produzione segue una domanda che nel frattempo è cambiata. Il consumatore cerca vini capaci di accompagnare occasioni diverse e una cucina che, a sua volta, ha progressivamente allargato i propri confini”.

L’abbinamento cibo-vino contribuisce infatti alla crescita dei bianchi, “soprattutto in una terra nella quale il mare e la cucina di pesce costituiscono una parte fondamentale dell’identità gastronomica. La stagionalità e l’abbinamento la fanno da padrone”.




















