È uscita dalla scena per dieci anni e adesso torna con un nuovo debutto a teatro, con uno spettacolo che racconta il lato più profondo della sua storia. La siracusana Silvia Salemi propone infatti “La voce nel cassetto“, scritto con Roberta Savona e diretto da Raffaello Fusaro, che affronta il trauma della perdita della sorella Laura, morta a soli cinque anni a causa di una leucemia. Il ritorno sul palcoscenico musicale era avvenuto già a maggio con il singolo End of Silence, che potrebbe preannunciare un nuovo album a settembre, nell’anno del trentennale della sua carriera. Adesso anche il palco.
Da “A casa di Luca” alla pausa dalle scene
Alla fine degli anni Novanta era impossibile non canticchiare il ritornello di “A casa di Luca“, il brano che la consacrò sulla scena musicale italiana e che portò a Sanremo nel 1997. Con il suo taglio di capelli corto e molto riconoscibile, Silvia Salemi si era affacciata al mondo della musica già qualche anno prima, sviluppando poi la sua carriera anche tra radio, teatro e televisione, fino ad affiancare persino Pippo Baudo e a prendere parte a diversi show Rai e Mediaset.
Lo stop è arrivato però, come da lei raccontato in una recente intervista, per stare vicino alle figlie ancora piccole, pur correndo il rischio di essere dimenticata con l’arrivo di nuovi volti sulla scena musicale. “Sono ripartita con umiltà, proponendo nuove canzoni, nuovi dischi e tornando poco alla volta a fare ospitate. Intanto guardavo crescere le mie figlie e quello, per me, è stato il più grande dei patrimoni”, ha raccontato in una intervista a Leggo.
“La voce nel cassetto”, il ricordo della sorella Laura
Lo spettacolo, che ha debuttato ieri in anteprima nazionale al Teatro Nido dell’Aquila, nell’ambito della quarantesima edizione del Todi Festival, svela il segreto di una voce custodita per anni all’interno di una videocassetta: quella di Laura.
L’artista ha raccontato che, poco dopo la morte della sorellina, il clima in casa era comprensibilmente molto pesante. Silvia, anche lei piccolissima e nata in concomitanza con questa tragica notizia, ne subì le conseguenze, arrivando ad avere un blocco nel parlare. Un blocco che lei stessa riuscì a superare riascoltando la propria voce e quella di Laura attraverso questo prezioso cimelio di famiglia.
La musica è diventata così la strada per ricominciare e trovare il proprio posto nel mondo. Anche quel taglio di capelli che attirava l’attenzione assunse il significato di un’affermazione di sé, un modo per dire: “Sono nata, ci sono, esisto”, dopo anni trascorsi a fare i conti con quel ricordo difficile.
La maturità di raccontare il dolore attraverso l’arte
Raccontarsi così nel profondo avviene proprio adesso perché, come spiegato dalla stessa artista, è arrivata la maturità necessaria per esprimere attraverso l’arte tutto ciò che le è accaduto. “È come se mia sorella fosse lì, in quelle stanze, e mi dicesse: Adesso tocca a te dare una mano con la musica e con la forza. Ritornare a parlare ha portato gioia alla mia famiglia e mi ha regalato tutto ciò che ho oggi. Anche il padre delle mie figlie l’ho conosciuto cantando durante un concerto. È come se Laura mi avesse restituito ogni cosa”.
Silvia Salemi: “Io sono la mia isola e sono la Sicilia”
Nel racconto del suo spettacolo e del suo ritorno alla musica, intesa anche come un ambiente da vivere al di là della performance, Silvia Salemi ha parlato anche del suo sentirsi siciliana in tutto e per tutto.
“Io sono la mia isola e sono la Sicilia: la incarno in tutto. Non significa che sono sola o distante dagli altri, ma che vivo in una dimensione molto personale, fatta di interiorità e riflessione. La musica, i concerti e il pubblico richiedono invece una parte di te che devi essere pronta a donare, altrimenti vieni sbranata e non hai più nulla da dare”.
Dopo questa lunga pausa, Silvia Salemi torna dunque pronta a concedersi nuovamente al pubblico che l’ha amata fin dagli esordi, celebrando allo stesso tempo i trent’anni della sua carriera. Un ritorno che parte dalla musica e dal teatro, ma soprattutto da una storia rimasta a lungo custodita in un cassetto e che oggi l’artista ha scelto di trasformare in racconto.






















