I nuovi dati Istat sugli italiani all’estero, aggiornati al 31 dicembre 2025, rilevano che la comunità continua a crescere. In totale, secondo le stime, sono 6 milioni e 604mila, circa 183mila in più rispetto all’inizio dell’anno. L’aumento, tuttavia, è avvenuto in modo meno netto rispetto all’anno precedente: si attesa al +2,8% a fronte del +4,6%. Un dato che fa riflettere sul fenomeno è quello relativo alle aree di provenienza degli emigrati. La Sicilia è infatti la prima regione per numero di italiani iscritti all’Aire, con 842mila individui, pari al 13,1% del totale nazionale.
I numeri sugli italiani all’estero
L’Aire, istituito nel 1988, è il registro dei cittadini italiani che risiedono all’estero. I dati dell’ultima rilevazione parlano di 3 milioni e 406mila uomini e 3 milioni 197mila donne che vivono lontano dal loro Paese d’origine. L’Europa è la meta più gettonata, dove si trova poco più della metà dei nostri concittadini. Un’altra grande percentuale, il 34,3%, risiede invece in America centro-meridionale, soprattutto in virtù delle conseguenze del fenomeno di emigrazione del secolo scorso, che hanno portato gli italiani soprattutto in Brasile, Argentina, Venezuela e Perù. Il resto vive il Nord America (5,3%), in Oceania (3,6%), in Africa (1,8%) e in Asia (1,1%).
Un dato importante riguarda il fatto che degli italiani residenti all’estero, solo il 30,3% è nato in Italia, mentre il resto ha acquisito la cittadinanza grazie alle proprie origini. Lo scorso anno si è chiuso con un saldo naturale positivo: le nascite sono state poco più di 16mila (con un calo drastico rispetto alla precedente rilevazione), mentre i decessi circa 13 mila. Se i nuovi nati sono soprattutto in America, i Paesi preferiti dai pensionati sono la Spagna e il Portogallo.
Il ruolo della Sicilia
In questo contesto, la Sicilia è la regione italiana che influisce maggiormente sul fenomeno, con 842mila individui, pari al 13,1% del totale nazionale. Dietro ci sono la Lombardia (692mila individui, pari al 10,8%) e il Veneto (617mila, pari al 9,6%). A completare la top five sono la Campania (584mila, pari al 9,1%) e il Lazio (522mila). Poco più indietro la Calabria (464mila). Il Mezzogiorno pesa per il 40% sul totale.




















