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venerdì | 23 Febbraio | 2024

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Roberta Lojacono capsule collection: un temporary store esclusivo fino a febbraio

E’ stata la prima a fare della coppola, in una versione in candido pizzo, un vezzo da sposa. Negli anni 1990 il suo stile elegante con brio catturavano l’attenzione delle palermitane in cerca dell’abito dei sogni per il giorno del fatidico sì. E le sue collezioni come quella ispirata al Liberty incantavano il pubblico, sulla  passerella dell’evento cittadino più cool, La notte della moda, lungo la scalinata del Teatro Massimo. Oggi, Roberta Lojacono, stilista palermitana, consulente di moda, in passato anche docente all’Accademia di Belle Arti di Palermo, alle spalle una carriera trentennale, torna solo per poche settimane alla sua antica passione, quella di confezionare e far indossare alle future spose abiti dai dettagli preziosi. Fino a metà febbraio, espone una capsule collection nel temporary shop Roberta Lojacono Spose, all’interno di SPAZIOiF in via Principe di Granatelli 65 a Palermo. I suoi sono stati definiti “abiti che hanno un’anima”. 

Ci racconti i tuoi esordi?

“Ho iniziato a lavorare presto come modellista e dopo un’esperienza con una collega ho aperto il mio primo atelier nel 1991 in via Torrearsa in un ammezzato. Ricordo che allora nella vicina via Gaetano Daita non c’erano negozi ma ancora le case di appuntamento. Lì sono stata quattro anni.  Disegnavo il prêt-à-porter basandomi sulle richieste delle clienti, adattando i capi al fisico di ciascuna. Nel 1995, l’atelier si è trasferito in via Turati ed è rimasto aperto fino agli inizi del 2013, poi fino al 2014 l’atelier si è trasferito in via Libertà. Nel 2000 Edoardo Chifari lanciò il primo appuntamento de La Notte della Moda, per almeno sei edizioni trasmesse su Mediaset. Allora, avevo già iniziato un processo di internazionalizzazione e vendevo l’alta moda nei Paesi Arabi e a Milano ai buyer che vendevano poi all’estero, Giappone, Russia e ad altri paesi. Fu un momento di grande fermento”.

Poi, ad un certo punto, hai fatto un primo cambio di rotta?

“Il mercato stava cambiando e per accontentare le tante richieste decisi di puntare quasi esclusivamente sulla moda sposa, anche perché avevamo iniziato a vendere a rivenditori in Nord Italia, in Francia, in Russia.  Con il nostro trasferimento in via Libertà abbiamo festeggiato nel 2014 con mia sorella Alessandra i 25 anni di attività. Poi, però, a seguito della morte di un nostro socio, la società è stata sciolta ed abbiamo dovuto scegliere altre strade”. 

Come è cambiata quindi la tua attività?

“Dal 2016, ho voluto prendere una pausa e mi sono dedicata alle consulenze per altre aziende, dal prodotto all’internazionalizzazione. Nella mia “seconda  vita” sono stata coinvolta da alcun marchi e start up tra Palermo e Milano per la mia esperienza di stilista, designer e imprenditrice. Cosi come per il mio brand facevo da fashion coordinator e product developer ,occupandomi sia dell’ organizzazione interna che del marketing e della comunicazione,  così le aziende mi hanno chiesto un supporto nel difficile compito dello sviluppo prodotto e del marketing. Queste consulenze mi hanno anche portato in giro per l’Europa e a lavorare con varie aziende del Mediterraneo, in Giordania, in Grecia, in Egitto”.

Il tuo rapporto con tua sorella Alessandra?

“Lei mi segue da sempre e fin dall’inizio perché  da sempre ha creduto nella mia creatività. E’ stata lei a spingermi ad aprire il primo atelier. Si è sempre occupata della parte amministrativa ma anche e soprattutto delle vendite. A lei devo tanto”. 

Come nasce la collezione del temporary store? 

“Tra le varie consulenze che ho fatto, ho realizzato un campionario che poi mi è rimasto. Ho deciso di mettere in vendita queste creazioni facendo nuovamente un tuffo nel mondo della moda sposa. Erano una cinquantina di pezzi ma da quando ha aperto il temporary  il 27 dicembre scorso,  già vari capi sono stati acquistati. In questa nuova avventura sono coadiuvata sia da Irene Ferrara di SPAZIOiF che da Marianna Vigneri con il suo laboratorio”.  

Qual è il fil rouge della collezione?

“E’ una collezione che grazie ai suoi accessori come le stole in cachemire o i giacchini in pizzo si può indossare anche in inverno. I copricapo  sono coppole in pizzo o  calottine in pizzo con velo, o stole annodate ai polsi che fanno un po’ da velo e un po’ da cappa.  Le taglie vanno dalla 42 alla 44, c’è anche qualche 46: la capsule, una volta esaurita, non sarà riproposta. Ci sono  capi iconici come una tipologia di abiti con gonne ampie e un po’ zingaresche in pizzo di cotone e viscosa e sotto in raso duchesse. Le ampiezze sono stemperate, perché di solito il  sotto è una gonna più stretta, che valorizza la  leggerezza e l’effetto trasparenza, per dare slancio alla figura. Alcuni sono abiti che si trasformano, per cui un primo strato in pizzo si stacca completamente e indosso rimane un tubino semplice. Ci sono abiti in stile anni Settanta da matrimonio in vigna o in spiaggia. Tra i tessuti, anche l’organza in cotone e seta e il mikado di seta pura. Tra i pezzi iconici, il Bergler si ispira alla splendida età dei Florio, una versione molto light e contemporanea. La rete in pizzo  che riveste la gonna crea una texture leggera e molto fluida, il macramè ne incornicia appena la scollatura per dare enfasi alle spalle e al decolleté. La morbidezza è data dal volume del tessuto. Essendo una capsule, i prezzi sono speciali”.

Cosa ti chiedono le spose oggi?

“Adesso chi cerca l’abito da sposa e non trova materiali di qualità o incappa in proposte troppo trasparenti o esageratamente scollate preferisce rivolgersi ad un atelier per farsi consigliare al meglio. Molte future spose arrivano qui disorientate e non sperano neanche  di trovare l’abito che le valorizzi. Rimangono colpite dalla leggerezza e dalla qualità dei tessuti. A loro consiglio abiti che facciano risaltare la loro sensualità in maniera delicata e mai sfacciata e che esaltino una femminilità sussurrata. Oriento sulla scelta dell’abito più adatto alla tipologia di fisico di ciascuna”.

Progetti per il futuro?

“Sto lavorando ad un progetto su Venezia, tra arte, moda e fotografia. Continuerò anche con le consulenze ma ho smesso di creare collezioni. Porterò sempre con me dei bellissimi ricordi”.  

Di Isabella Napoli

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