sabato | 20 Aprile | 2024

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MEdoc, a Messina la celebrazione del vino: Malvasia, Mamertino e Faro le eccellenze

Al MEdoc la rassegna dei migliori vini messinesi: Malvasia delle Lipari, Mamertino e Faro, etichette dalla storia antica e prestigiosa

La seconda edizione del MEdoc, la rassegna enologica organizzata dalla sezione siciliana dell’Ais, l’Associazione Italiana Sommelliers, e dedicata alle rispettive eccellenze vitivinicole, si è svolta il 16 e il 17 marzo a Messina. Un’occasione per gustare le migliori eccellenze del vino locale, con suggestioni sensoriali che vanno dai panorami al palato.

Malvasia, Mamertino e Faro: le Doc di Messina

Con la tanta uva che si produce tra coste e entroterra della Sicilia – un quantitativo superiore a quelli di regioni come Toscana, Piemonte e Umbria messe assieme -, è ormai difficile non riuscire a fare vini buoni. Altro discorso è invece riuscire a mettere in bottiglia vini complessi, capaci di durare nel tempo e di comunicare identità territoriale. Caratteristiche distintive, queste, di rossi bianchi e rosati prodotti nella provincia di Messina e, specificamente, nelle sue tre piccole Doc, quella della Malvasia delle Lipari, la Mamertino e la Faro.

Tre territori minuscoli per estensione, ma unici al mondo per la loro antichissima storia e l’attuale evoluzione nel panorama vinicolo sia nazionale che internazionale. Viticoltura essenzialmente di mare, quella messinese. E specialmente per quella eoliana e della Faro doc, di certo rientrante nella definizione di eroica, poiché viene per lo più praticata su pendii ripidi, affacciati sul blu del Tirreno e dello Ionio; e dove la cura dei filari, così come la vendemmia, risultano di conseguenza complessi.

MEdoc: il meglio del vino in Sicilia

L’evento MEdoc ha aperto le porte sabato pomeriggio a Palazzo Zanca, sede del municipio messinese, con un talk sul presente e le prospettive di queste produzioni vinicole che combinano eleganza e profumi esplosivi di macchia mediterranea. Per poi seguire con due masterclass svoltesi nella Sala Consulta della Camera di Commercio di Messina: una centrata sulla Malvasia delle Lipari; l’altra, sulla crescente riconoscibilità dei vini rosati prodotti nelle tre doc.

Il clou della manifestazione è stato però l’intera giornata di ieri, domenica 17, cominciata, sempre alla Camera di commercio, con l’apertura al pubblico dei banchi d’assaggio e andata avanti con l’avvicendarsi di altre due masterclass: quella sulle potenzialità evolutive del Mamertino Rosso e, in particolare, un evento di confronto mai presentato prima: il blind tasting (degustazione alla cieca) tra i vini Faro Doc e i Nebbiolo della doc Langhe.

Palazzo Zanca Messina 1 - Be Sicily Mag

“Le tre doc messinesi hanno da sempre fatto vini molto diversi tra loro – spiega il delegato di Ais Palermo Luigi Salvo –. Per esempio la Doc Faro punta sui suoi rossi in cui il vitigno prevalente è un nerello mascalese molto diverso da quello dell’Etna, che potremmo definire ‘marinaro’ dato che si giova dell’esposizione delle vigne ai venti e alla salsedine; dal canto suo la doc Mamertino presenta rossi più strutturati in virtù del mix dei vitigni Nocera e Nero d’Avola e vini bianchi anche loro in forte evoluzione; e poi c’è il fascino della Malvasia delle Isole Eolie, storicamente un vino passito ma nell’ultimo decennio diventato di grande espressività anche nella sua versione ‘secca’  con denominazione IGT, sempre più apprezzata nel mercato”.

Vini quindi con caratteristiche così differenti da non generare concorrenza reciproca, che anzi per presenziare meglio nei canali di vendita, soprattutto internazionali, camminano adesso assieme grazie alle sinergie portate avanti dai loro consorzi di tutela attraverso eventi come questo.

gli esponenti delle Doc messinesi a Palazzo Zanca Palazzo Zanca 22 - Be Sicily Mag

Gli assaggi dei vini messinesi

Si viaggia, al MEdoc, assaggiando i vini messinesi. Nei paesaggi come nella storia antica. Basti pensare alla Malvasia: furono i veneti a introdurre la coltivazione di questo vitigno sulle pendici delle Isole Eolie, millenni prima colonizzate e sfruttate per la viticoltura dai Greci, per produrre quel vino scoperto dai navigatori della Serenissima nel Peloponneso (si produceva dalle viti attorno alla città di Monemvasia) che ci mise poco a conquistare gli Inglesi durante le campagne napoleoniche, ma anche i francesi: nel suo diario di viaggio sulle Isole Eolie, Alexandre Dumas lo decantò come il vino più eccezionale che avesse mai assaggiato.

Il Faro, invece, trae il nome dai Pharii, popolo anch’esso di origine ellenica che portò avanti la diffusione della vite ad alberello. Un vino, questo, menzionato da Shakesperare nelle sue opere, oggi considerato tra i prodotti enologici che invecchiano meglio e tra i più versatili per quanto riguarda gli abbinamenti a piatti sia di carne che di pesce. Un vino che nel XIX secolo fece registrare notevoli quantità esportate in Francia, dove veniva utilizzato come prodotto da taglio dei vini di Borgogna e di Bordeaux, in concomitanza con gli attacchi di fillossera che si diffusero anche tra i vigneti transalpini.

E, ancora, il Mamertino, tra i vini più antichi della storia, conosciuto sin dall’epoca Romana già tre secoli prima di Cristo e  le cui virtù furono sottolineate da Plinio il Vecchio e da Giulio Cesare, che lo citò nel suo De Bello Gallico. Tre le tre piccole Doc, quella del Mamertino è la più estesa: 80 ettari, per un totale di 16 minuscole ma agguerrite cantine imbottigliatrici. Con i suoi 12 ettari, la Gaglio Vignaioli è quella con il vigneto più ampio, dove dominano i vitigni Nero d’Avola e Nocera, base del Mamertino Rosso e Grillo, Inzolia e Catarratto per i bianchi.

“Il nostro consorzio di tutela abbraccia 32 comuni della provincia di Messina, generiamo quindi economia nel territorio – dice Flora Mondello, titolare dell’azienda e presidente della Doc. Adesso più che mai tocca puntare sull’enoturismo, strumento di promozione strategico che merita di essere sviluppato anche grazie al ruolo svolto dall’Ais”.

MEdoc Degustazioni alla Camera di Commercio di Messina 7 - Be Sicily Mag

Le prossime sfide del settore vitivinicolo

La sfida delle Doc messinesi è ‘targettizzare’ le aziende, in modo da vendere a una clientela di alto profilo l’esperienza di questo territorio intriso di storia e mito. La Gaglio Vignaioli ha cominciato a farlo già da qualche anno: “Su uno spazio di 400 metri quadrati appositamente acquisito, abbiamo allestito una pista per l’atterraggio di elicotteri, che trasportano in azienda turisti stranieri da alberghi lussuosi della costiera peloritana, dello Stretto e delle Isole Eolie così come da grossi yacht privati e charter”.

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